Duncan come Squinzi: «Sassuolo, sogno di fare la Champions»
Il centrocampista ghanese: «Il patron è molto ambizioso e ha grandi obiettivi, faremo il massimo per accontentarlo»
SASSUOLO Alfred Duncan, l’amuleto neroverde (con lui in campo un solo ko, contro la Juventus all’Allianz Stadium), ha rilasciato una lunga intervista a Stadio. Il centrocampista ha rivelato la sua fede sportiva (“fin da piccolo faccio il tifo per il Manchester United”), ha detto da chi vorrebbe farsi allenare, De Zerbi a parte naturalmente (“Da Sarri. Lui e Guardiola giocano un calcio molto propositivo. Come fa il Sassuolo del resto”), ma ha anche parlato degli obiettivi della stagione. Personali e di squadra: “Voglio migliorarmi, crescere sempre di più e naturalmente giocare il più possibile. La squadra? Vogliamo fare meglio dell’anno scorso, abbiamo la possibilità di farlo: nel campionato passato eravamo partiti male, poi siamo arrivati undicesimi, in questa dobbiamo fare meglio. Questa è una squadra che ha grandi qualità e gioca un calcio molto propositivo, il calcio che piace a me. Quando sono stato assente per infortunio ho visto la squadra giocare un grande calcio, guardando le partite da fuori si vede sempre un po’ meglio, e avevo paura di non giocare più. Chiunque in mezzo stava facendo benissimo! Pensate a Magnanelli, ad esempio. Chi lo toglie dal campo? Lui è un grande giocatore e un grande uomo, uno che sa sempre darti il consiglio giusto e ti dice sempre la verità”.
Duncan ha parlato anche del tecnico: “De Zerbi è giovane e capisce bene noi giocatori, poi è vero che è un martello sia in campo che nel far passare i suoi concetti di calcio, che sono molto propositivi. Ti segue anche fuori dal campo: l’altro giorno non stavo bene, mi ha chiamato subito. Entra, nel modo giusto, anche nel privato degli atleti”.
Su Boateng e Berardi Duncan ha spiegato: “Prince è un grandissimo calciatore. Domenico è ancora giovane, ha fatto 49 gol in serie A e ha appena 24 anni. Ha sempre addosso troppa pressione però, va lasciato crescere con tranquillità”. Infine il suo sogno, che ha a che fare con la famosa musichetta: “Credo sia il sogno di tutti i calciatori, giocare la Champions League che è il campionato più importante. Con quale squadra? Mi basta giocarla, non ho preferenze”. In pratica lo stesso sogno del patron Giorgio Squinzi…: “Il presidente è molto ambizioso e ha grandi obiettivi. Noi lo seguiamo e proviamo a fare il massimo per accontentarlo”. —
PAOLO SEGHEDONI
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