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Sassuolo e Magnani, in un anno il mondo si è capovolto

Paolo Seghedoni
Sassuolo e Magnani, in un anno il mondo si è capovolto

Svincolato dal Lumezzane pareva destinato ai dilettanti, poi la svolta dopo una telefonata di Turati. E ora il Sassuolo

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SASSUOLO. Luglio 2017, Fabbrico. Giangiacomo Magnani sta aspettando una chiamata che non arriva. Svincolato dal Lumezzane (retrocesso in serie D ai playout), il giovane difensore centrale sembra aver perso il treno che conta per il calcio professionistico. Poi una chiamata arriva: “Pensavo che sarei tornato a giocare nei dilettanti quando, ero al bar a Fabbrico, mi arriva una chiamata, non da una società ma da un ragazzo che si era allenato tre giorni al Lumezzane Marco Turati che mi dice che il Siracusa, dove giocava lui, stavano cercando un difensore centrale”.

Turati, anche lui difensore (ex Modena, tra l’altro) diventa la chiave per la seconda chanches di Magnani che vola in Sicilia, si accorda con la squadra allenata da Paolo Bianco (altro difensore centrale mica male, a Sassuolo ne sanno qualcosa) e si rilancia. In avvio di carriera, infatti, Magnani era stato alle giovanili della Reggiana, poi alla Primavera del Padova e alla Virtus Vecomp, in D, prima di Lumezzane. E’ il 2017, preludio di un 2018 incredibile: “A Siracusa sono stato molto bene, Bianco lo sento ancora è il mio mentore - spiega a ‘Barba e capelli’ su Trc il difensore reggiano - poi è arrivata la chiamata del Perugia a fine gennaio 2018. Sono arrivato una serata buia in cui pioveva fortissimo. Il giorno dopo il Perugia ha giocato e due difensori sono stati espulsi: morale della favola la partita successiva, l’11 febbraio a Parma contro i ducali, ho giocato titolare e da lì non sono più uscito”.

I casi della vita, davvero particolari, che hanno portato Magnani in orbita Juve prima (con tanto di una decina di giorni di ritiro con la squadra di Allegri) e Sassuolo poi. I neroverdi hanno investito 7 milioni, ma la società bianconera ha mantenuto un diritto di recompra a 12.

“Il giocatore più forte contro cui ho giocato in questo avvio di stagione? Non saprei, sono tutti forti… forse Icardi, che per fortuna contro di noi non ha fatto una grande partita. Ma ora penso solo a domenica, contro il Parma: da reggiano per me questo è un derby vero”. Magnani sta giocando soprattutto quando De Zerbi si affida alla difesa a tre, come perno centrale: “In realtà sto imparando questo ruolo, di solito giocavo centrale di sinistra. Mi sto trovando bene, anche perché il mister mi sta facendo crescere moltissimo. Passare dalla C alla A in un solo anno è davvero un grande salto, da fuori può sembrare quasi normale, ma garantisco che la differenza c’è. Poi è vero che quando scendo in campo mi lascio alle spalle tutto e non penso ad altro che a giocare”. Sul Sassuolo Magnani, che sogna la maglia azzurra della nazionale, spiega: “C’è un gruppo fantastico, fatto da uomini prima che da calciatori. Pensi a uno spogliatoio di serie A come un luogo particolare, invece sono tutte persone normali e per questo speciali. Boateng? Un grandissimo. Berardi? Ha doti tecniche fuori dal comune. Ma è tutto il gruppo a essere molto forte”.

Per chiudere, off the record a telecamere spente, Magnani regala una battuta sull’Europa, un traguardo arduo ma non impossibile per il Sassuolo: “Sappiamo che sarà difficilissimo e che abbiamo davanti squadre di grande levatura, ma questa è una squadra forte e possiamo provare a raggiungere questo traguardo”. Parola di un giocatore che in un anno è passato dal bar di Fabbrico alla serie A. Cosa volete che sia arrivare a giocare in Europa? —

PAOLO SEGHEDONI
 

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