Giovanardi non molla «Per il 2019 ho voglia di un progetto serio e con ambizioni»
«Vorrei lottare per la vittoria e non per fare numero in griglia Tarquini dimostra che noi della vecchia generazione possiamo ancora essere protagonisti»
Dopo una stagione fatta di tanti bassi e pochi alti e un’interruzione anticipata del rapporto di lavoro con il team Mulsanne nel WTCR, il 51enne Fabrizio Giovanardi ha ancora voglia di rimettersi in gioco e sta lavorando per essere in pista nel 2019. Chiamato da Romeo Ferraris per sviluppare la Giulietta Alfa Romeo ed essere al via nel WTCR, “Piedone” ha faticato nelle prime battute, un po’ l’assenza dalle piste da un po’ di tempo, una vettura che pagava gap riguardo agli avversari, però un quinto posto e’ arrivato dopo numerose battaglie e tanta sfortuna. Gianni Morbidelli (suo compagno di team all’inizio) ha interrotto il rapporto prima del campione di Sassuolo, al suo posto è subentrato Kevin Ceccon che ha dimostrato di andare forte con la vettura del Biscione. Le due trasferte a cui Fabrizio non ha preso parte hanno visto Kevin centrare la pole ed una vittoria mentre il sostituto del campione di Sassuolo ha faticato restando nelle retrovie.
«Sono felice che la Giulietta abbia vinto- ha detto Giovanardi- una vettura che ho contribuito a sviluppare, pero’ il mio sostituto ha fatto fatica ed ha incontrato le mie stesse problematiche. Quando vedo due campioni come Gabriele e Yvan là davanti aumenta il desiderio di tornare a lottare, con loro ho battagliato tante volte e sanno che sono tosto, mi è dispiaciuto non terminare la stagione ma per rispetto delle tantissime persone che mi seguono e che hanno dato sostegno in questa stagione era necessario fare un passo indietro, ora guardo avanti e cerco un progetto che mi faccia tornare a lottare per la vittoria e non a fare numero in griglia. Giovanni Tarquini, che a 56 anni ha vinto il primo titolo Fia Wtcr, ha dimostrato che noi della vecchia generazione possiamo ancora dire la nostra. Sono contento per lui, un rivale solamente in pista, un campione che si è fatto una lunga gavetta come il sottoscritto e che rappresenta ancora il turismo vero e proprio». —
Nazzareno Marangon
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