Auricchio-Benati, che show Sono campioni del mondo
La coppia finalese vince a Malmoe e chiude un anno record da tre medaglie d’oro Il coach della Nazionale Linda Ragazzi: «Sono stati super, è un orgoglio allenarli»
Erano partiti per Malmoe, in Svezia, con la serenità di chi, per la prima volta, si approccia ad un campionato del mondo per adulti. Loro, Arianna Auricchio e Roberto Benati, avevano dalla loro la spensieratezza della gioventù, ma l’ambizione di volersi e sapersi migliorare li ha portati sul gradino più alto del podio. Un giornata perfetta per i due judoka di Finale, selezionati per la Nazionale dalla loro allenatrice di tutti i giorni, Linda Ragazzi, ex campionessa del tatami, da alcuni anni impegnata ad allevare giovani promesse e da alcune settimane prima donna coach dell’Italia.
Auricchio e Benati arrivavano da una stagione perfetta in cui aveva già inanellato la vittoria del campionato europeo senior e il Mondiale di Duo Junior. In Svezia hanno completato il loro capolavoro, grazie a tre combattimenti perfetti. I primi ad affrontare la coppia finalese sono stati i montenegrini Cakovic e Vukotic, battuti 46-44. Il Montenegro è stato anche l’ostacolo in semifinale con il tandem Dragutinovic-Popovic superato 47-45. E così si è spalancata la porta della finalissima, inattesa, ma mai così bella. Di fronte ai due italiani ecco i thailandesi Chansri e Yimprai, tandem che a detta degli esperti aveva impressionato fino a quel momento. Ma Auricchio e Benatti hanno completato l’impresa conquistando la medaglia d’oro con un sonoro 49-46, mandando in delirio gli altri rappresentanti della Nazionale e la stessa allenatrice Linda Ragazzi, immortalata mentre salta a più non posso al momento della proclamazione.
«Sono orgogliosa di loro - dirà poi Ragazzi - È bello poterli allenare ogni giorno, ma è ancora più emozionante arrivare ad un Mondiale e, all’esordio per tutti, conquistare la vittoria. È difficile descrivere l’emozione che stiamo provando, ma è il giusto premio per i sacrifici che Arianna e Roberto devono fare per emergere nel nostro sport. Si tratta del coronamento di una stagione indimenticabile, non so se ad altri fosse mai capitato di vincere Europei e Mondiali senior e Mondiale junior nello stesso anno, ma credo che, almeno in Italia, non fosse mai successo». —
F.D.
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