L'ITIS “Da Vinci” di Carpi da undici anni protagonista nello sport eco sostenibile
Con l’avvento della nuove tecnologie il settore moto sport sta spingendo più verso una soluzione ecologica come dimostrano l’introduzione della Moto E e la prepotente ascesa della Formula E, monoposto elettriche che vedono presenti team e strutture di prima fascia con piloti importanti. Nel nostro territorio c’è chi ha già vinto con prototipi elettrici, parliamo dell’istituto ITI “Leonardo Da Vinci” di Carpi che nel 2017 ha trionfato a Londra nella Shell Eco-Marathon e che nel 2018 ha concluso in terza posizione la propria categoria (49 gli equipaggi presenti) per una penalità comminata al pilota, senza la quale sarebbe stato secondo posto. Un progetto nato 11 anni fa nel doposcuola con un prototipo ad idrogeno (e la vittoria nel 2012) per poi passare ad un triennio solare e dal 2016 il mezzo utilizzato deve essere elettrico ed è arrivata la vittoria l’anno seguente. Una maratona divisa in categorie dove conta soprattutto il consumo per coprire il percorso stabilito dagli organizzatori tenendo conto del tempo massimo a disposizione, non conta solo la velocità ma il giusto rapporto fra velocità e consumo, componente essenziale per questa tipologia di progetto. Il team “ZeroC” è un gruppo di insegnanti e studenti che hanno realizzato Escorpio, nome che deriva da una delle invenzioni di Leonardo che dà il nome all’istituto carpigiano. Abbiamo parlato con il professor Stefano Covezzi che dal 2007 segue questo progetto.
Come continua e si è evoluto il progetto?
«Assieme al collega Marco Vidoni edall'ing. Aureliano Levani, docente di disegno ora in pensione, portiamo avanti questo faticoso progetto che ci ha dato tantissime soddisfazioni. E' un'attività tutt'altro che monotona o ripetitiva, questo perchè il nostro intento è sempre quello di aprirci a tutte le tecnologie che possono farci crescere e migliorare e di cose da imparare ce ne sono tante».
In 11 anni di attività sono cambiati tanti ragazzi ma lo spirito è sempre quello.
«Come è logico che sia i ragazzi entrano nel progetto e lo lasciano quando terminano il percorso di studi dell'ITIS Da Vinci che si compone di 5 anni. Nel corso degli anni sono passati tanti studenti dai nostri laboratori e siamo convinti che ciascuno di essi abbia portato a casa un bel ricordo in termini di esperienza umana e di crescita della propria preparazione tecnica. Alla maratona partecipano oltre 150 istituti, due soli italiani a cui aggiungere tre università, un bell’onere ma credo sia anche motivo d’orgoglio. Il nostro approccio è sempre stato quello di massima apertura verso le altre scuole nell'invitarle a partecipare a questa esperienza così esaltante. Ci è capitato di accogliere insegnanti e studenti in visita da Mantova e persino da Napoli, abbiamo tentato di stuzzicare in loro la curiosità di provare questa esperienza male difficoltà e la complessità del progetto li hanno fatti desistere».
È vero che i ragazzi che entrano nel programma utilizzano il loro tempo libero per migliorare il prototipo?
«Tutte le attività avvengono al di fuori dell'orario scolastico per non impattare negativamente sulle attività didattiche. Questo richiede ai ragazzi una buona dose di responsabilità e passione per dedicare tempo ed energie al progetto. Nelle fasi più critiche ci è capitato di lavorare al sabato e alla domenica per terminare il prototipo avendo sempre la presenza degli studenti che passavano volentieri il loro tempo libero in laboratorio con noi. Questa si chiama passione».
Avete un enorme sostegno da strutture ed imprese locali che vi permettono di partecipare alla Shell Eco Marathon Europe.
«Sì, è grazie al loro contributo che questo progetto è potuto nascere e continuare fino ad oggi. Il contributo che riceviamo è sia di natura economica attraverso le donazioni, sia di natura tecnica attraverso la fornitura di materiali o l'esecuzione di lavorazioni speciali che non saremmo in grado di eseguire».
Cosa bisogna fare in Italia per far crescere l’interesse verso una eco sostenibilità?
«Investire sui giovani e sui giovanissimi. Vedo tanti studenti con la voglia di mettersi in gioco, di spendere il proprio tempo per costruire qualcosa che li rappresenti. La scuola dovrebbe dare a questi giovani l'opportunità di mettersi in gioco, di concerto con altri enti che potrebbero dare contributi materiali. A questo proposito reputo molto positiva la diffusione dei Fab Lab, dove i cittadini possono recarsi per concretizzare i propri progetti. A livello provinciale ne esistono diversi, spero che presto anche a Carpi ne sorga uno».
I programmi per il 2019?
«La Shell Eco-Marathon Europe si correrà a Londra dal 2 al 5 luglio, noi stiamo partecipando alle selezioni. Il numero di posti è limitato a 150 ma le domande sono molte di più. La fase 1 l'abbiamo superata, se passiamo anche le prossime ci vedrete in pista tra 8 mesi a sfidare le migliori scuole ed università di tutta Europa. Il veicolo verrà modificato nel corso dell'inverno e riassemblato in primavera, faremo le prove all'Autodromo di Modena a partire da aprile in modo da raccogliere più dati possibile sulle sue prestazioni e le possibili migliorie». —
Nazzareno Marangon
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