Carpi, Cabassi maledetto Il Lecce ne approfitta
Pugliesi sostenuti da tantissimi tifosi. La vittoria in casa manca da 250 giorni Partita equilibrata, decide un gol di La Mantia. Nel finale espulso Colombi
La sindrome del Cabassi non lascia scampo al Carpi di Castori: contro il Lecce arriva la terza sconfitta stagionale tra le mura amiche, dove la vittoria manca ormai da 250 giorni. Un risultato maturato nel primo tempo, nell’unica vera occasione da rete lasciata da Poli e compagni agli avversari. Il calcio, si sa, è anche una questione di episodi: un’occasione a testa, il Lecce l’ha finalizzata, il Carpi no. La differenza, ovviamente, non è tutta qui, ma la squadra di Castori ha saputo giocare alla pari con una delle pretendenti alla promozione in Serie A, cosa impensabile solo qualche mese fa quando prendeva imbarcate da Verona e Palermo. Preoccupa, piuttosto, l’espulsione di Colombi. Furioso per il poco recupero concesso, solo tre minuti, il portiere biancorosso ha evidentemente rivolto alla giacchetta nera qualche parola di troppo, che gli è costato il rosso a partita terminata. Il suo secondo, Serraiocco, ora è fermo ai box. In vista di Pescara son guai.
SI RIVEDE PEZZI
Mister Castori scioglie il ballottaggio in difesa a favore di Pezzi, schierato sulla sinistra per lasciare posto al centro a Buongiorno, che sostituisce di fatto lo squalificato Sabbione. Le pedine cardine dell’ultimo periodo rimangono al loro posto: Pasciuti in mediana, Piscitella a sinistra e Concas a ridosso di Mokulu. Nessuna sorpresa nel Lecce che schiera la coppia La Mantia-Falco in attacco con Mancosu a supporto. Sugli spalti del Cabassi si segna il record stagionale di presenze grazie ai 2000 tifosi leccesi arrivati da ogni dove, radunati attraverso i sette punti di raccolta che ne han disegnato il tragitto lungo la penisola, da Lucugnano, passando per Surano, Castromediano, Pescara, Ancona, Senigallia e Bologna. Riempiono interamente curva ospiti e distinti, alla ricerca della loro piccola vendetta sulla dolorosa sconfitta di cinque anni fa nella doppia sfida play-off, quando videro sfumare la Serie B a favore dei biancorossi.
LA PARTITA
Pur lasciando spesso la palla tra i piedi degli avversari, il Carpi riesce a far scivolare la partita sui binari dell’equilibrio, chiudendo bene gli spazi e facendosi sentire soprattutto a centrocampo con un pressing forsennato che costa anche qualche cartellino giallo. Il Lecce risponde allargando il gioco sugli esterni e insistendo soprattutto sulla sua sinistra, dove Calderoni e Scavone mettono alla frusta Jelenic e Pachonik. Di gran pericoli, però, Colombi non ne corre. Si fanno notare piuttosto un paio di azioni solitarie di Petriccione che semina il panico qui e là ma sempre lontano dalla porta. Il gol del Lecce arriva improvviso, segnato dal destino: al 35’ la curva ospiti dedica applausi e striscioni a Lo Russo e Pezzella, ex giocatori giallorossi scomparsi giusto 35 anni fa, e dopo pochi secondi La Mantia trova la zampata vincente sul secondo palo, approfittando di una spizzicata di Armellino su cross di Falco da destra. Una protesta per un contatto tra Mokulu e Lucioni in area salentina chiude il primo tempo. Al rientro dagli spogliatoi il Carpi pare indemoniato e per due volte sfiora il pareggio sfruttando gli inserimenti di Concas, che prima spara su Vigorito, poi manda alle stelle tutto solo dall’altezza del dischetto del rigore. Mister Castori le prova tutte per raddrizzarla: mette Machach per uno spossato Mokulu e poi toglie Pasciuti, già ammonito, per evitargli l’espulsione, sfiorata pochi minuti prima per un intervento duro a centrocampo. Ma di gran episodi sul taccuino non se ne registrano, a parte l’espulsione di Colombi a tempo finito. —
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