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Modena, trionfo nel derby Ferrario è il re, euforia Braglia

Paolo Vecchi
Modena, trionfo nel derby Ferrario è il re, euforia Braglia

I gialli stendono la Reggio Audace e la rispediscono a 8 punti Oltre 12mila spettatori, fantastico abbraccio dei tifosi ai gialli 

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Una settimana di vigilia febbrile in cui ogni giorno si aggiungeva un carico di tensione e attesa in più. Fino al gran giorno, all’ora di quel derby in cui Modena e Reggio Audace dovevano cimentarsi nel braccio di ferro. Una contro l’altra, prima contro seconda, una sfida da cuori forti da giocare in una cornice da serie A. Dodicimila e cinquecento spettatori al Braglia, diecimila modenesi, 2500 reggiani, perchè se Modena ha sofferto, anche Reggio è stata colpita al cuore da massacri societari e vive la sua rinascita. Ogni passaggio, ogni tiro in porta è vissuto con il cuore in gola, fino al 66’ quando Carlo Emanuele Ferrario infila la porta granata. CF9 non si tiene, il Braglia si trasforma in una bolgia che travolge la Reggio Audace costretta ad arrendersi anche moralmente. E quando l’ottimo arbitro Di Marco fischia la fine esplode la festa: “salutate la capolista” urla Curva Sud, che non lo faceva dai tempi di De Biasi, in faccia ai tifosi granata: una, due, tre, quattro, cinque, sei volte perchè il derby era lo spartiacque. Il Modena vincendo poteva rispedire i granata a distanza siderale, perdendo si sarebbe trovato i “cugini” addosso. È stato un trionfo dei gialli che tra tre giornate se la vedranno con quella Pergolettese che continua a rimanere a sei punti.

Gozzi out, ecco il 4-3-3

Gozzi, infortunato da giovedì, non c’è. Apolloni rispolvera il 4-3-3 non tanto per l’assenza del difensore, ma perchè vuole andare a vincere. Dieye è tra i pali, Dierna e Perna si affiancano in mezzo, Ndoj si piazza a destra e Zanoni a sinistra. Loviso in regia, Boscolo Papo e Messori interni e davanti Ferrario riferimento centrale per Sansovini e Baldazzi. Antonioli si oppone col rombo a centrocampo: Cavagna il vertice basso, Osuji quello alto, Staiti e Pastore le mezzali granata. Davanti bomber Zamparo e il baby Bardeggia. Narduzzo in porta, Spanò, Cicagna, Rozzio e Masini nella linea arretrata. Tensione alle stelle e primo quarto d’ora più tinto di granata che di giallo con un gran tiro di Cavagna neutralizzato in due tempi da Dieye. Il Modena cresce, prende in mano il match, spinge con Ndoj e Zanoni, lavora bene a centrocampo e inizia a colpire: al 25’ botta di Baldazzi, Narduzzo in angolo. Al 28’ corner di Loviso, irrompe Dierna di testa a colpo sicuro ma c’è una fortunosa deviazione di Zamparo. Messori (gran match) dalla distanza, Narduzzo c’è e si supera al 43’ su una punizione bomba di Loviso. Gialli veramente audaci a cui manca solo qualche spunto in più dai due esterni d’attacco e un po’ di ritmo da Boscolo Papo che cambierà passo nella ripresa.

Il momento del cobra

Che si apre con una Reggiana aggressiva, ma lo spunto della squadra di Antonioli dura dieci minuti. Poi è di nuovo Modena. I gialli riprendono in mano il confronto e al 66’ passano. Ndoj è un martello sulla destra, scende, scambia con Sansovini, poi serve Boscolo Papo che calcia sporco in area e trova il taglio sul primo palo di Ferrario: CF9 non perdona, con un micidiale tocco di destro infila Narduzzo e l’esplosione del Braglia è qualcosa di poderoso. Antonioli fa quattro cambi nel giro di poco inserendo in porta il 2000 Rossi per giocarsi un over in più fuori. Apolloni toglie Sansovini per Bellini e il Modena continua a tenere in mano il pallino. Il Braglia fa il resto, stordisce i granata che non riescono a riorganizzarsi.

Dierna e Perna non regalano nulla, sulle fasce Ndoj e Zanoni spadroneggiano e in mezzo Boscolo Papo e Loviso, coadiuvati dall’ottimo Messori, si impossessano del pallone e non lo mollano. Dierna chiude alla grande su Zamparo nell’unica azione ambiziosa della Reggio Audace. Dentro Ferretti per Ferrario, poi Gerace e Pettarin per Baldazzi e Messori. Siamo agli sgoccioli, il match sembra essere al sicuro e la “Montagnani” sente il momento. Che arriva al 96’ quando Di Marco fischia la fine. Lo stadio abbraccia i gialli che corrono a salutare tutti i settori fino al salto sotto la Sud. Un’esplosione di entusiasmo incredibile, come nei grandi momenti della storia recente gialloblù. —



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