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Modena, Braglia magico e un pubblico da record. Anche in A c’è chi s’inchina

Claudio Romiti
Modena, Braglia magico e un pubblico da record. Anche in A c’è chi s’inchina

I dodicimila e cinquecento spettatori di domenica superiori a quelli di ben tre gare della massima serie. Travolte anche tutte le partite della serie B e della serie C

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MODENA Serie D a chi? Domenica al Braglia si è respirata aria di Serie B, se non addirittura di Serie A. “E’ stata una partita da categoria superiore” - il ritornello nelle dichiarazioni di tutti alla fine del derby. Gigi Apolloni, che di gare nella massima divisione se ne intende (ne ha disputate 255), si è sbilanciato: “E’ stata una partita di Serie A, non di Serie D”. Visto il gioco espresso in campo dalle due squadre e soprattutto il contesto in cui il derby si è disputato, come dare torto al mister? In effetti di giocate pregevoli se ne sono viste diverse, da una parte e dall’altra, anche se le valutazioni tecniche possono essere opinabili. Quello che invece non è opinabile, ma oggettivo, è il contesto in cui il derby del Secchia è stato disputato. Le scenografie allestite dalle due curve hanno veramente colorato lo stadio, ma soprattutto originale quella della Montagnani, con richiami storici e letterari di indubbia novità. Cento per cento oggettivo, fattuale, come direbbe Vittorio Feltri nell’imitazione che ne fa Crozza, è il dato statistico del pubblico: 6.648 paganti e 5.779 abbonati, per un totale di 12.427. Nell’ultimo week end calcistico in Italia, per trovare una partita con più spettatori bisogna sorvolare, a volo di… canarino, tutte le gare di Serie C, tutte quelle di B e atterrare direttamente in Serie A. E anche nel Gotha del foot ball nazionale il dato numerico del derby del Secchia avrebbe fatto un figurone: ben tre partite di A hanno infatti avuto un riscontro di pubblico inferiore a quello del Braglia. Chievo-Lazio, malgrado la presenza di una grande del campionato, ha richiamato circa 10mila persone, Sassuolo-Udinese 10.655 e Frosinone-Cagliari, importante scontro diretto per la salvezza, 12.377. Spal-Empoli, altro match vitale per le due squadre, ha superato di poco (12.622) i numeri dello stadio modenese. Insomma, aveva ragione Apolloni. Ovviamente, il dato del pubblico di domenica al Braglia non trova, come anticipato, nessun riscontro in Serie B dove i due big match si sono entrambi attestati poco sopra quota 7mila: Venezia-Palermo (7.714 spettatori paganti) e Perugia-Pescara (7.657). Non hanno raggiunto quota 4mila né Cittadella-Salernitana (3.523), né Carpi-Lecce (3.812). In Serie C? Praticamente il… deserto dei Tartari, dove i Tartari, che nel romanzo non arrivano mai, qui sono gli spettatori che negli stadi non si sono neppure fatti vedere. Il record delle presenze nei tre gironi spetta a Pisa-Albissola con 4.986, seguita da Triestina-Imolese (3.864), Catanzaro-Cavese (3.446), Potenza-Virtus Francavilla (3.148) e Ternana-Vicenza. Rispetto al dato del derby, quasi spariscono quelli delle tante partite di C che non sono arrivate neanche a quota mille spettatori. Sono undici, cioè più di un terzo di tutta la categoria, e c’è solo l’imbarazzo della scelta: si va da Fano-Rimini (942) a Paganese- Vibonese (500), Cuneo-Pontedera (300), Gozzano-Pro Vercelli (799), Gubbio-Monza (842), solo per fare qualche esempio. Con tutti questi numeri gira un po’ la testa, ma ne aggiungiamo altri interessanti: negli ultimi 40 anni mai un Modena-Reggiana aveva avuto un pubblico così. Neppure quelli di B del 1991/’92 (10.795) e di C nel 1985/’86 (10.572). E, udite udite, neanche quello della Longobarda (7.327)!.
 

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