De Zerbi: «Bravo Matri, altri continueranno invece a non giocare»
«Alessandro si fa sempre trovare pronto, è un esempio Abbiamo sofferto troppo. I motivi? Li dirò alla squadra»
Cercava risposte Roberto De Zerbi e a quanto pare le ha avute, forse non tutte positive: «Avendo fatto il calciatore, so che queste sono partite in cui si ha tutto da perdere, so che è difficile, e so che lo è altrettanto entrare e avere il ritmo giusto per chi ha giocato poco. Qualcuno ha dato buone risposte dal punto di vista tecnico e tattico e sarà preso in considerazione da subito anche per il campionato, altri hanno dato meno sotto diversi punti di vista e aspetteremo ancora un po' a dargli spazio. Lemos non giocava dalla partita col Genoa, Dell'Orco da quella con la Juve, Brignola da Ferrara, Peluso da maggio. Alcune cose me le potevo aspettare, altre cose le valuto, magari qualcuno non è in grado di giocare in questo momento e continuerà a non giocare, il campo è giudice supremo, non sbaglia».
Il Catania ha fatto un'ottima prestazione: «Me l'aspettavo, due categorie di differenza si assottigliano se ci sono motivazioni, mentalità. Il Catania è una squadra costruita per vincere, ha questa mentalità, ed è allenata da un allenatore bravo. Noi però abbiamo sofferto un po' troppo, i motivi li dirò domani alla squadra».
A segno Matri e Locatelli: «Alessandro è uno di quelli che i giovani dovrebbero prendere ad esempio per come ci si allena e per come si fa a farsi trovare pronto, so che se lo chiamo in causa c'è. Manuel è un giocatore forte, voluto da me in primis e dalla società, finchè starò a Sassuolo, starà con me e dipende tutto da lui, perchè può fare di più di quanto fatto finora, ma se si accontenta è difficile possa diventare il giocatore che tutti pensiamo possa diventare».
La Coppa può essere un obiettivo per il Sassuolo: «Finchè c'è la possibilità di andare avanti rimane tale. Per quanto riguarda il campionato, quanto fatto fino a oggi è già un'impresa, ma abbiamo abituato tutti così bene da far sembrare un pari con l'Udinese una cosa strana. Siamo quelli che sono migliorati di più dall'anno scorso, davanti abbiamo solo squadre più forti di noi. Poi è chiaro che si può fare meglio, ma senza togliere valore a quanto fatto finora». —
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