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Il fallimento 

La Figc condanna Caliendo come unico colpevole: inibizione per cinque anni

M.C.
La Figc condanna Caliendo come unico colpevole: inibizione per cinque anni

Provvedimenti anche a carico di Marja Caliendo,  l’ex presidente Angelo Forcina e Amadeo Matacena figlio di Alessandra Canale

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Un anno dopo il fallimento del Modena, datato 28/11/2017, il Tribunale federale ha accolto le richieste del Procuratore federale nel deferimento a carico di Antonio Caliendo, Marja Caliendo, Amedeo Matacena e Angelo Forcina: inibizione di 5 anni per l’ex patron, di 3 anni per figlia, figlio acquisito e nipote. “Per avere determinato con il proprio comportamento sotto il profilo strutturale il dissesto della società, provocandone la decozione e la conseguente dichiarazione di fallimento; sotto il profilo sportivo la revoca dell’affiliazione. Ad Antonio Caliendo viene addebitato il fatto di essere stato l’autore in prima persona di tutte le scelte societarie che hanno condotto la società al fallimento”. A nulla è valsa la memoria difensiva inviata via e-mail (“che si disvela nella narrativa formulata nell’esclusivo interesse di Antonio Caliendo e non degli altri tre deferiti”, si legge), in cui il fallimento veniva addebitato esclusivamente al Comune – sfratto dal Braglia e cessione del club a un imprenditore straniero ostacolata dalla mancata disponibilità del sindaco a riceverlo – e ad Aldo Taddeo, accusato di aver disatteso gli accordi facendo fallire il club anziché proseguire con il concordato per risanarlo. Rigettate anche le richieste di Caliendo di rinvio dell’udienza per motivi di salute, di “inammissibilità del deferimento per carenza di potere in capo alla Procura Federale” e di estensione del deferimento a Taddeo e ad altre cariche sociali. —

M.C.

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