Zanoni: «Che gioia il derby, ma il Modena lo ha già dimenticato»
Il terzino: «Battere la Reggiana in un clima così è stato esaltante, ma da lunedì si pensava già al Sasso Marconi»
Maturo non solo in campo ma anche fuori dal terreno di gioco: Enrico Zanoni è una delle rivelazioni del Modena e con grande saggezza ha presentato la trasferta in programma domani a Sasso Marconi.
Le emozioni vissute nel derby come andranno gestite?
«È stato bellissimo vincere il derby davanti a 12mila tifosi, abbiamo tutti festeggiato e per un giovane come me l’emozione di giocare la sua prima partita in un contesto da categorie superiori resterà indimenticabile. Questo però fa già parte del passato: sin da lunedì ci siamo concentrati solo sulla trasferta di Sasso Marconi, dimenticandoci tutto il resto. Dobbiamo portare a casa altri tre punti per non vanificare il vantaggio preso domenica scorsa sulla Reggio Audace».
Bisognerà tornare a calarsi nella vera serie D.
«Probabilmente risulterà più difficile delle altre volte, dopo una gara come il derby, ma la realtà della D sappiamo bene quale sia e l’abbiamo già vissuta in quasi tutte le altre trasferte di campionato. Affronteremo una squadra che come ogni nostra rivale triplicherà le energie per provare a batterci, ci aggredirà dall’inizio e cercherà di pressarci: dovremo essere bravi a gestire la palla, sapendo che il campo non è dei migliori, e a placare l’entusiasmo del Sasso Marconi per far emergere le nostre qualità».
A livello personale, ti aspettavi questa stagione da protagonista?
«Inizialmente eravamo in quattro per il ruolo di terzino sinistro e in quattro per quello di terzino destro. Si è creata una buona competizione tra noi, non mi aspettavo di giocare così tanto e gara dopo gara cerco di ripagare la fiducia che sta riponendo in me Apolloni. Giocando si acquisisce fiducia, consapevolezza e si è più liberi mentalmente: crescere diventa quasi naturale».
Quanto servono i consigli dei compagni più navigati?
«Dai giocatori di esperienza si apprende sempre: si ascoltano i consigli, a volte nel loro rispetto si discute su punti di vista differenti. Poi ci si pensa, ci si lavora sopra e hanno sempre ragione».
Difesa a quattro o a tre?
«Nel 4-3-3, per noi esterni, avere un’ala davanti come riferimento e una mezzala in appoggio è sempre comodo per noi. Ma il modulo non conta poi così tanto, riguarda solo alcune sfumature: con alcuni esprimiamo meglio un certo tipo di gioco, con altri un altro». —
Marco Costanzini
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