Carpi, tanti brutti segnali E il gol come grande nemico
Due ottime partite, contro Lecce e Pescara, e nessun punto. Brutto segno e brutto colpo per il morale, appena risollevato dal colpo di Padova. Rientrato dalla trasferta, i punti son rimasti gli stessi, come i gol realizzati: pochi. Al Carpi di questa stagione sembra girare tutto male, non sempre e solo per sfortuna. Non sappiamo se la deviazione di Mokulu fosse così maligna da poter mandare fuori tempo anche Colombi. Sappiamo però che, per esperienza e confidenza col campo, avrebbe avuto qualche chance in più di Piscitelli, catapultato titolare dopo quasi mille giorni dalla sua ultima. Un gol sfortunato: capita ogni tanto, ed è capitato in questo momento al Carpi. In gennaio si potrà andar a caccia di rinforzi, ma occorre arrivarci vivi. La squadra ora ha gamba e voglia, quadrata e robusta al netto di qualche disattenzione. Ma ha un ‘piccolo’ problema: il gol. A Pescara, per la quarta volta nella gestione Castori, non è arrivato nei 90’. La seconda consecutiva. Meglio le due punte? Non si può rispondere senza tener conto che fu proprio l’utilizzo di Concas in trequarti ad originare la prima e unica miniserie positiva della stagione. E lì si tornerà, accantonando la parentesi Sabbione, pensata come arma anti-Brugman. Può essere non basti, ci voglia più coraggio. Di certo occorre ritrovare i gol di Arrighini-Mokulu. L’ultimo risale a La Spezia ed era la sesta giornata. Erano in campo insieme. —
F.G.
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