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Di Noia fa coraggio al Carpi «Pagato solo un episodio»

Fabio Garagnani
Di Noia fa coraggio al Carpi «Pagato solo un episodio»

Il centrocampista dopo il ko a Pescara: «Fino all’autogol avevamo fatto  una buona partita, ma l’1-0 ci ha tagliato le gambe e demoralizzato un po’»

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Ha vestito una maglia da titolare all’Adriatico di Pescara dopo oltre un mese dall’ultima volta. Per l’esattezza era il 30 ottobre, giorno della gara interna contro il Palermo. E se non fosse stato per il problema muscolare che ha fermato Pasciuti nei minuti precedenti il match, avrebbe dovuto rimandare ancora. Mister Castori lo ha utilizzato nel ruolo più congeniale, affiancandolo in mediana a Mbaye. La risposta dell’ex cesenate è stata buona, una delle più convincenti della sua stagione, fin qui martoriata da una serie di piccoli problemi muscolari che gli hanno impedito di trovare la forma migliore. Opposto al “il miglior centrocampo della Serie B”, come lo aveva etichettato lo stesso Castori, non ha per nulla sfigurato, contribuendo insieme a tutti i compagni ad alzare l’asticella di ritmo e aggressività, come nei piani iniziali. Contro la Salernitana potrebbe toccare ancora a lui, visto che per la contrattura di ‘Pasciu’ i tempi di guarigione potrebbero variare da tre a sette giorni.

AUTOGOL SFORTUNATO

Terminata la partita di Pescara, anche in Di Noia è prevalso il rammarico della sconfitta sulla soddisfazione per la prestazione: «Abbiamo affrontato bene l’incontro - ha detto il centrocampista - che è stata molto equilibrato. Poi c'è stato lo sfortunato autogol e in quel momento sono cambiate le carte in tavola». Sull’episodio si è decisa di fatto la partita. Fin lì, i biancorossi avevano convinto più dei padroni di casa, con un conto delle occasioni da gol favorevole. Poco conta il raddoppio finale di Mancuso: «Con maggior attenzione avremmo potuto evitare il loro secondo gol, ma fino all’1-0 avevamo commesso pochi errori e fatto una buona partita, creando molte occasioni». Una gara affrontata nel modo giusto a partire dal fischio iniziale: «Sapevamo che dovevamo aggredirli alti per non farli giocare, perché sono molto forti palla a terra. Avevamo preparato la nostra partita su aggressività e ripartenza e per oltre un’ora siamo riusciti a farla». Poche idee, invece, dopo l’autogol di Mbaye: «Dopo lo svantaggio potevamo fare qualcosa di più, ma l’1-0 ci ha tagliato un po’ le gambe e forse ci ha demoralizzato un po’».

CAMBI IMPRODUTTIVI

Anche all’Adriatico, come al Cabassi contro il Lecce, i cambi su finale non sono riusciti a cambiare il corso della partita. Mister Castori ha avuto pochissimo da Mokulu, Piscitella e Machach, inseriti per suonare la tromba dell’ assalto finale ma che non sono mai riusciti a portare pericoli alla porta abruzzese. Gli spazi aperti, invece, hanno creato la condizione per il raddoppio di Mancuso sul filo del triplice fischio. Ieri, squadra già al lavoro a Soliera. —





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