Roman e Raul, i “bombardieri” che fecero sognare Modena
Ci sono partite che entrano nella storia e che scrivono in modo indelebile quella dei campioni che le decidono, cambiandone la carriera; ci sono partite indimenticabili per chi ha avuto la fortuna di assistervi: 19 marzo dell’anno 2000, PalaFiera di Forlì, una Casa Modena alla caccia di punti per risalire la classifica (chiuderà al quarto posto la regular season, perdendo lo scudetto in finale play off contro Roma) pensa di fare un sol boccone della Cosmogas Forlì, ultima e destinata a retrocedere. Non ha fatto però i conti con un ragazzo di Kharkiv, che di nome fa Roman, alla sua prima stagione in Italia, e che nella vita ha un solo sogno, diventare un giorno uno dei più grandi giocatori del mondo: era Roman Yakovlev, sì con la Y, e non con la “I”, come sottolinea oggi lui.
Che il ragazzo abbia dei numeri è più che evidente e forse qualcuno gli deve aver detto prima del match “Guarda che se la batti oggi, magari domani Modena potrebbe anche essere il tuo futuro...”: lui recepisce il messaggio, ringrazia e si inventa una partita memorabile. Chiama sempre palla a Laurila, il ragazzo di Kharkiv, e con l’aiuto di Rinaldi (16 punti in quel match) fa impazzire la squadra guidata in panchina da Franco Bertoli. Modena vacilla, va sotto 2-0 (27-25 26-24) riesce a rientrare nel match, ma nel tie break incassa 12 dei 15 punti proprio da Yakovlev chiedendosi chi fosse quella forza della natura dall’altra parte della rete. Roman conclude la sua performance con 31 punti (ma ne manca 1 perché in realtà erano 32) e un 63% e 29 su 46 in attacco a dir poco straordinari visto che a muro dall’altra parte c’era gente scomoda come Kazakov, Van De Goor e Giani. Un match, quello, che valse a Roman il trasferimento in estate a Modena e che ricorda la storia dell’altro bombardiere più amato da Modena, Raul Quiroga. Anche l’argentino arrivò in gialloblù dopo una partita leggendaria, quella giocata il 1° novembre 1983, in cui devastò il parquet del vecchio Palasport il PalaMolza. Da solo o quasi, proprio come Roman a Forlì 17 anni dopo, Raul guidò Asti a una delle più clamorose imprese di quel campionato: un 3-1 in favore dei piemontesi contro una Panini che già schierava campioni come Franco Bertoli, arrivato da Torino e allora miglior giocatore europeo, Esteban Martinez, Venturi e Travica.
Storie simili, quelle di Raul e Roman che Modena amò in modo assoluto e che proprio qui divennero rispettivamente “El Bombardero” e più semplicemente “Bum Bum”, storie di due campioni che nel cuore della gente di Modena continueranno a schiacciare per sempre con la m a glia gialloblù e che ebbero un grande merito riportare lo scudetto a Modena dopo anni di attesa e far sognare così di nuovo una città con loro. —
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