Il pavullese Covili si prepara al debutto nei professionisti «È la mia grande occasione»
Per Luca Covili le vacanze stanno per terminare. Il ragazzo di Sant'Antonio di Pavullo, classe 1997 con in tasca il diploma di Perito Informatico, sta già lavorando in vista del debutto tra i professionisti con i colori del team dei Reveberi: «Da poco abbiamo fatto un mini stage di alcuni giorni con i nuovi compagni di squadra, ma il primo ritiro ufficiale sarà dal 14 al 26 gennaio sulle strade di Calpe in Spagna. In pratica sarà il primo vero incontro dove si inizierà a parlare della stagione prossima e sopratutto ci verrà presentato il programma delle gare alle quali prenderemo parte. In questi giorni lavoro con la bici sulle strade della fondovalle, per cercare di presentarmi al primo raduno di gennaio con una condizione accettabile».
Il sogno di quando Covili iniziò a dare le prime pedalate, si sta avverando: «Quando ci siamo incontrati con i nuovi compagni di squadra, mi ha dato una certa emozione, anche se li conoscevo quasi tutti in quanto lo scorso inverno ero stato in ritiro con loro. Mi rendo conto che sono giunto ad un bivio: per me si apre un nuovo lavoro che già conoscevo negli anni passati, mi rendo conto che il debutto tra i professionisti è da paragonare a quando sono passato dalle scuole medie all'Istituto per Periti di Pavullo. E' tutto nuovo, tutto da imparare. I metodi di lavori, dovrò adattarmi a lavorare per i miei compagni di team che hanno maggiore esperienza. Diciamo che dovrò imparare a rendermi utile ai compagni di squadra con maggiore esperienza. L'importante è non mollare mai” In casa Covili, dal papà Vittorio alla mamma Giulia e alla sorella Chiara, sono tutti pronti per collaborare con Luca affinchè l'impatto nella nuova categoria, sia il meno difficile. Recentemente gli sportivi di Pavullo con a capo il sindaco Biolchini, assieme ai dirigenti della Polisportiva: Mariani, Bertoni e Bazzani hanno consegnato a Covili una targa a ricordo questo debutto tra i professionisti, con l'augurio di riuscire ad emulare il ricordo del grande Romeo Venturelli. —
Bruno Ronchetti
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