Modena e Trento, ecco la stanchezza da Mondiali
Molti dei gialloblù protagonisti di quello estivo, l’Itas è reduce dal successo in quello per club, ma domenica sarà battaglia
La stanchezza del Mondiale estivo da una parte, quella del Mondiale per Club dall’altra.
Domenica pomeriggio Trento-Modena metterà in palio di fatto il secondo posto al termine del girone d’andata della Superlega, un secondo posto che sembrava allontanarsi per i gialloblù dopo il ko con Civitanova e ancor di più durante e dopo la gara con Siena. Ma le sfide domenicali hanno messo in luce tutte le difficoltà della Lube, che hanno portato al cambio di guida tecnica, ed anche il passo falso di Perugia, per una classifica che ora vede riaprirsi tanti discorsi, compreso quello per il primo posto. Al momento la Itas dei tanti ex, a partire da Angelo Lorenzetti, sembra la squadra più continua seppur non la più attrezzata sulla carta. Un esame ancor più tosto, dunque, per Julio Velasco e i suoi ragazzi alle prese con diverse problematiche da risolvere.
In primis il tecnico argentino dovrà trovare la formula migliore per quanto riguarda la coppia di schiacciatori di posto quattro: Urnaut è la certezza, Bednorz e Kaliberda coloro che devono trovare una continuità di rendimento quando chiamati in causa nel sestetto titolare.
Poi c’è l’incognita legata a Maxwell Holt. Il centrale americano, colpito da sindrome vertiginosa prima della gara di Monza, è rimasto ai margini nelle ultime due uscite ed ha costretto agli straordinari Anzani e Mazzone che hanno faticato a fornire un rendimento costante su alti livelli nell’arco delle singole sfide. Un problema che affligge un po’ tutti i reduci dal Mondiale, specialmente dopo questi primi mesi di stagione già piuttosto intensi. E non è un caso che anche Ivan Zaytsev fatichi ad essere il bombardiere inarrestabile a cui l’Azimut Leo Shoes si è appoggiata fin dall’esordio stagionale nella Supercoppa Italiana. I numeri fotografano per l’opposto gialloblù e della nazionale una flessione nelle ultime due giornate, con la percentuale d’attacco scesa al 44,7% nell’ultima sfida e l’efficienza allo 0.34. Numeri decisamente al di sotto della sua media in stagione e delle sue possibilità.
E per concludere la carrellata c’è Micah Christenson, il palleggiatore che ha raccolto egregiamente l’eredità di Bruninho e che a sua volta sta attraversando fasi di poca lucidità nella gestione del gioco.
Da dove ripartire, dunque, per ipotecare domenica il secondo posto al giro di boa?
Sicuramente dalla fase di muro-difesa, che può essere aiutata da un servizio più efficace rispetto all’ultimo periodo.
Non a caso sono queste, a livello tecnico, le pecche maggiori riscontrate dallo stesso Velasco in una squadra che, tuttavia, si trova lì, ad un passo dalla vetta senza aver espresso ancora tutto il suo potenziale.
Attenzione, d’altra parte, all’entusiasmo di Trento che dopo esser salita sul tetto del Mondo non vuole certamente fermarsi qui ed è desiderosa di vendicare il ko subito nella finale di Supercoppa. —
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