Gazzetta di Modena

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Paltrinieri, 1500 metri di rabbia color argento

Gabriele Farina

Voleva la vittoria ma si è dovuto arrendere all’ucraino Romanchuck per pochi centesimi dopo aver condotto tutta la gara

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La rabbia ha il colore dell’argento. Gregorio Paltrinieri tocca per l’ultima volta il blocco della piscina cinese di Hangzhou e si guarda intorno. Fino al passaggio prima aveva condotto con autorità la finale mondiale dei 1.500 metri stile libero in vasca corta. Alla fine però è “solo” secondo per un soffio: 14’09”87 il suo tempo, 14’09”14 per l’ucraino Mykhailo Romanchuk. Greg lo capisce e in un attimo d’istinto prende la cuffia e la scaglia via. Avrebbe voluto lui stesso schizzare dalla pressione dell’avversario numero uno, che già nelle batterie gli aveva lasciato intuire che la missione non sarebbe stata facile. L’azzurro ama dominare sin dall’inizio, ma si è presentato all’ultimo atto con il tempo di 14’28”97 contro il 14’21”50 dell’ucraino, il 14’28”25 del francese Damien Joly e il 14’28”90 del norvegese Henrik Christiansen. Una distanza abissale dal record del mondo (14’08”06) da lui stesso registrato, ma mai avvicinato dal 4 dicembre 2015, data dell’oro europeo in vasca corta a Netanya (Israele). Almeno sino a ieri. Dalle bracciate iniziali il carpigiano lascia intendere che il giorno prima aveva fatto pretattica e che il tempo vicino al record è nelle sue braccia. Le energie conservate al sabato riaffiorano la domenica e Greg torna la lepre acquatica a cui ha abituato i sostenitori. Fino ai mille metri è semplicemente inarrestabile e nuota sotto il record del mondo: al passaggio dei 400 il tempo è di 3‘43”01, a quello degli 800 di 7’30”31. Dopo due terzi di gara il rivale aziona il turbo. Paltrinieri se ne accorge ed entrambi danno vita alla finale più veloce della storia sulla vasca corta. La differenza è tutta negli ultimi 25 metri, meno di un cinquantesimo di una gara estenuante: Paltrinieri li percorre in 27”16, Romanchuk in 25”84. Dietro, il vuoto. La medaglia di bronzo se l’aggiudica Christiansen con un tempo di 14’19”39, a dieci secondi pieni dal vincitore e a poco più di nove da Gregorio. Dieci secondi contro 73 centesimi, la distanza che separa i due contendenti principali di una finale al cardiopalma. Gregorio aggiunge così una medaglia d’argento a una bacheca in cui le medaglie internazionali (31) superano già gli anni (24). Il titolo più pregiato è l’oro olimpico, a cui si sommano tre successi mondiali (uno in vasca corta), otto europei (due in vasca corta, uno giovanile), due ai Giochi del Mediterraneo, tre alle Universiadi. Senza dimenticare i Campionati italiani in cui è già in doppia cifra soltanto con i piazzamenti sul gradino più alto del podio. L’ultima vittoria a livello nazionale in ordine di tempo risale al 1° dicembre 2018. A Riccione, sede dei Campionati Italiani Open di vasca corta disputati, in quel caso diede 12 secondi di distanza al secondo (Matteo Ciampi), chiudendo con il tempo di 14’25”08. Fino alla rassegna cinese era il migliore riferimento stagionale dopo il 14’24”08 del ceco Jan Micka. Il 14’09”87 di ieri rappresenta un significativo passo in avanti rispetto ai Mondiali 2016 di vasca corta a Windsor (Canada), in cui bloccò il cronometro sul 14’21”94, e agli Europei di vasca corta dello scorso anno a Copenaghen (Danimarca), in cui chiuse in 14’22”93. Tempi più alti, ma che gli valsero la piazza d’onore in entrambe le occasioni.

Gabriele Farina



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