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Un’Azimut senza Zaytsev soffre per cinque set, ma batte Sora

di Fabio Rossi
Un’Azimut senza Zaytsev soffre per cinque set, ma batte Sora

A Veroli va in scena la Maratona di Santo Stefano: i gialloblù se la aggiudicano dopo due ore e mezza di durissima battaglia

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Se un giorno qualcuno dovesse mai chiedervi che cosa sia mai la “Maratona di Santo Stefano”, per voi sarà fin troppo facile rispondere: “la sfida tra Sora e Modena”. E con orgoglio potrete anche precisare: “Vinta dall’Azimut, ovviamente, anche senza Zaytsev”!

Julio Velasco, alla fine arrabbiatissimo, si era forse immaginato un regalo di “post Natale” ben diverso, cioè tre bei punti da aggiungere ad una classifica già lusinghiera, ma a freddo, forse, anche lui converrà che ancora una volta, messa con le spalle al muro, la sua Azimut è uscita vittoriosa dal campo. Compito in teoria “facile facile” dopo il 2-0 che i gialli, orfani di sua maestà lo Zar, si erano presi quasi di forza, ma che raggiunti sul 2-2 da una Sora mai doma davvero e con due terminali offensivi come Ferreira , 27 punti per lui, e Petkovic, 31 e top scorer del match, era invece divenuto ben più difficile. Modena, senza Zaytsev, ma con un Pinali che alla fine si è ben difeso (48% in attacco con 15 su 31), può così apprezzare la giornata di un Bednorz che si è inventato “Terminator” in fase offensiva, chiudendo a quota 26 con un eccellente 62% a cui ha aggiunto anche 5 muri e 2 ace. Nella giornata che ha visto Maxwell Holt finire in panchina dopo 4 set (9 su 13 iniziale per poi calare alla distanza e 1 solo muro), con Van der Ent in campo da titolare nel quinto (1 punto per lui), l’Azimut può davvero godersi questo successo, anche perché Sora è in netta crescita e veniva dall’impresa esterna contro Castellana Grotte, prossima rivale di Modena domenica al PalaPanini.

LA PARTITA

Velasco sceglie Bednorz nello “starting 6+1” e per una volta il polacco sfrutta l’occasione, Giulio Pinali raccoglie l’eredità di Zaytsev in zona 2, il resto è quello di sempre. Nelle fila di Sora coach Barbiero affida la regia al polacco Kedzierski, Petkovic, “dalla Serbia con furore”, è l’opposto, l’hawaiano Fey si divide i compiti in zona 4 con il brasiliano Ferreira. Al centro Caneschi e Di Martino tengono alto il buon nome del Made in Italy con Bonami che parte come libero e verrà poi affiancato da Mauti. Il primo set spiega quello che succederà poi, cioè alti e bassi ed emozioni continue: una buona Azimut prende in mano l’iniziativa a metà del set e si stacca fino al 16-10 prima, 21-17 e 24-20 poi. Qui Modena si inceppa e Sora chiarisce di che pasta è fatta, punto dopo punto, per meriti propri e demeriti altrui, impatta a 24. Arrivo in volata fin quando un super Bednorz decide che è l’ora del 30-28.

Secondo parziale che da metà frazione vede Modena super tosta: dal 16-14, sono i gialli a non dare scampo ai rivali, fino al 25-19 che vale il 2-0.

RIBALTONE

Dal terzo set la musica però cambia, Sora va da Petkovic e Ferreira a ripetizione, Modena cala ed esce troppo presto da un parziale che tenta di recuperare in extremis (23-24 da 20-24), ma invano. Il 23-25 rinvigorisce Sora che trova la forza per rimontare dal 13-16 nel quarto portando Modena prima ai vantaggi (24-24), poi (26-24) al tie break.

QUINTO SET

C’è Van Der Ent per Holt, Modena stavolta prende la testa nel punteggio (10-6) e non si fa più avvicinare. Chiude Pinali, bomba che Sora difende sul soffitto, giusto così, applausi ai padroni di casa, ma Modena è più forte e se ne torna a casa con la vittoria. —

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