Sassuolo, Duncan solo “ammonito” E silenzio sugli arbitri
Il giocatore ripreso verbalmente dopo il post su Instagram La società non commenta l’operato di Giacomelli a Roma
Nessuna multa a Duncan, nessuna parola nei confronti dell’arbitro e, più in generale, della baraonda che sta infuriando attorno al campionato italiano a partire proprio dai direttori di gara e delle loro decisioni (oltre che del Var...).
In uno dei giorni più bui degli ultimi anni del calcio italiano (con l’episodio gravissimo della morte di una persona negli scontri pre Inter-Napoli, con gli ululati razzisti nei confronti di Koulibaly, oltre che con le parole non sempre misurate di protagonisti di mezza serie A, presidenti e allenatori compresi), il Sassuolo sceglie quindi una linea prudente e non si accoda al coro di polemiche e recriminazioni.
lo sfogo del ghanese
Cominciamo da Alfred Duncan. Il centrocampista, non convocato per problemi fisici, aveva affidato a Instagram il suo disappunto per gli espisodi negativi dell’Olimpico, dal rigore fino al ‘gol’ non concesso per un paio di millimetri dalla Goal Line Technology.
Duncan è stato ripreso verbalmente, ha ben presto cancellato il post e la società non interverrà in altro modo.
Il ghanese ha capito di aver esagerato nell’affidare ai social (cioè a tutto il mondo in pratica...) il suo sfogo e tutto dovrebbe chiudersi senza conseguenze.
silenzio sugli ARBITRI
La società, inoltre, non interviene sull’arbitraggio di Giacomelli. Il rigore fischiato per il presunto fallo di Ferrari su Schick non è piaciuto (anche perché il conciliabolo col Var è durato a lungo e lo stesso Giacomelli ha rivisto l’azione al monitor), il gol non assegnato per pochissimi millimetri è davvero particolare (se ci fosse un minimo di tolleranza non sarebbe male, considerando che sempre di strumenti stiamo parlando), ma il Sassuolo non perde il suo stile e preferisce evitare di commentare gli episodi, per quanto importanti e a volte determinanti per il risultato delle partite. Non si parla degli arbitri insomma, sperando che gli episodi dubbi finiscano e che, soprattutto, si torni a parlare davvero di calcio e non del brutto che continua a girare attorno al pallone e alla passione che spinge i veri tifosi. —
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