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Boateng: «Mi sono sentito male per Koulibaly. Ignoranza? No, razzismo»

Boateng: «Mi sono sentito male per Koulibaly. Ignoranza? No, razzismo»

Il campione ghanese del Sassuolo si è apertamente schierato con il difensore del Napoli

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SASSUOLO Il campione ghanese del Sassuolo Kevin Prince Boateng ha parlato di calcio e razzismo.

«L’altra sera mi sono sentito male per Koulibaly. Sono stato male io stesso, per tutti quelli che erano lì e si sono visti costretti ad ascoltare certe cose. Ignoranza? No, questo è razzismo. Chi fa questo, è perché pensa che noi di colore siamo scimmie. Poi, certo, c’è chi va dietro a determinati comportamenti anche per ignoranza. Ma il punto di partenza è il razzismo”.

Boateng, nel 2013 fu al centro di un episodio di razzismo durante un’amichevole Milan-Pro Patria e uscì dal campo, le persone responsabili di quegli ululati non furono poi condannate: «Fu una sentenza sbagliata, se quello non era razzismo, cos’altro? Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo aspettare che qualcuno muoia per muoverci?».

Il neroverde parla anche di politica e di quello che si dovrebbe fare in campo: «Non sono d’accordo con Salvini e con chi dice che le partite non vanno fermate. La gara andava fermata, perché il giocatore si sentiva male, gli stessi giocatori dell’Inter stavano male. Si era in diretta tv, sarebbe stato giusto dire ‘basta, non giochiamo più’, sarebbe stato un bel segnale per dire che queste cose non devono più accadere. Vorrei far capire cosa significa avere la pelle nera ed essere insultato, in tanti davvero non lo sanno. Ci odiano semplicemente per il nostro colore. Ci vuole coraggio anche da parte dei calciatori, mi sarebbe piaciuto, ad esempio, se l’altra sera a fermarsi fosse stato un giocatore dell’Inter. Sarebbe stato il segnale più forte da mandare. Ignorare il razzismo è il problema più grande. Io ho fatto finta di nulla per 20 anni, ora non voglio più farlo».

La chiusura è amara: «E non venitemi a parlare di ‘tolleranza zero’. In Italia, e non solo qui, si fa troppo poco». —

 

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