De Zerbi: «Infastidito per gli ultimi due gol ma questo non era il mio vero Sassuolo»
“Non abbiamo fatto una bella figura”. Il tracollo di fine anno, impronosticabile almeno nelle dimensione del punteggio, restituisce alla sala stampa del Mapei un De Zerbi ovviamente deluso ma meno arrabbiato di quello che ci si potrebbe immaginare. “Abbiamo sofferto – ammette l’allenatore del Sassuolo - contro una squadra forte e in salute. Nonostante questo, se andiamo a vedere l’andamento del match abbiamo avuto la palla dell’1 a 0, palla dell’1-1 e potevamo portarci sul 3-3 con Rogerio e soprattutto con Di Francesco. Questo non diminuisce i nostri demeriti, perché il 6 a 2 è un risultato molto pesante. E questo deve far riflettere ognuno di noi. Sposta perdere 4 o 2 o 6 a 2, non è la stessa cosa. Non si può perdere la testa”. Al di là della goleada maturata nel finale, resta la sensazione di un divario troppo netto tra i neroverdi e l’Atalanta di Gasperini, fino a ieri appaiate in graduatoria e potenzialmente in lotta per gli stessi traguardi di classifica: “Sono ambizioso ma ripeto quello che dicevo quando eravamo in un’altra posizione di classifica: non è il momento di fissare l’obiettivo. Tenere il passo delle squadre che in questo momento sono vicine a noi per 38 partite non è facile, sul piano fisico e della qualità. Contro l’Atalanta, senza nulla togliere a chi ha giocato, eravamo privi della nostra coppia di centrali titolari. Bisogna riconoscere i valori effettivi altrimenti si fanno dei ragionamenti poco utili. Poi non deve accadere comunque di perdere 6 a 2 e su questo mi prendo la responsabilità”. La sensazione è che il Sassuolo se la sia giocata davvero soltanto in avvio di ripresa, quando la sfuriata di De Zerbi negli spogliatoi ha prodotto una reazione: “La squadra ha dato tutto ma non è riuscita ad esprimere al massimo coraggio, cattiveria e convinzione. Non posso però rimproverare nulla ai ragazzi. Per come è iniziata la ripresa, avremmo meritato il 3-3: poi magari avremmo lo stesso preso sei gol, ma sarebbe stata una gara diversa. Sono orgoglioso - conclude - di lavorare per questa società e di allenare questi giocatori, anche quando perdiamo sei a due”. —
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