Domani l’addio a Castellazzi giocò nel Modena e nel Carpi
scomparso Dante, tre mesi dopo il fratello mario
Sono fissati per domattina (lunedì) alle 10.30 presso la chiesa provvisoria di Massa Finalese (Teatro Verdi) i funerali di Dante Castellazzi, scomparso giovedì sera all’età di 82 anni.
Castellazzi (40 partite in serie A) ha rappresentato per il calcio modenese uno degli ultimi campioni di un mondo magico, quando gli stadi si riempivano, di sport e di passione. Come a San Siro, in occasione di un Inter-Modena. A Modena Castellazzi giocò nella stagione 1964-65, in serie B. Sempre nel modenese, concluse la sua carriera al Carpi, cui approdò in C proprio dal Modena. Era cresciuto a Massa Finalese, dove la Reggiana lo prelevò nel 1953 per farlo esordire giovanissimo in Serie D. Nel 1965 il passaggio al Taranto, in serie B, e dopo due anni alla Lazio, nel 1957. In quella stagione incrociò il suo destino con il fratello Mario, attaccante della Roma. Mario è scomparso giusto tre mesi fa, ed era passato alla storia per quel gol a Catania che fece definitivamente perdere lo scudetto all’Inter, passando alla storia come l’uomo del “Clamoroso al Cibali”.
Dante alla Lazio incrociò anche Omar Sivori: ovunque è andato ad allenare, Dante ha sempre affisso la foto che lo ritraeva all’uscita dall’Olimpico, accanto al bomber sudamericano. La sua carriera ebbe un altro sussulto nel 1961 quando passò al Mantova, in serie B. Da mediano, segnò 3 reti, contribuendo alla conquista della Serie A dei virgiliani, con cui giocò due anni nella massima serie.
Da allenatore, era considerato bravo con i giovani: fu con lui che la Primavera della Spal conquistò a sorpresa la finale nazionale nel campionato di categoria. Ha allenato anche a Finale (i giovani), a Massa e a San Felice. Lascia la moglie Iris e i figli Cristina e Cesare, oltre a tanti estimatori di un calcio mitologico, cui Modena contribuì con tanti campioni. —
A.Se
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