Gazzetta di Modena

Sport

Sassuolo Calcio

Sassuolo umiliato dall’Atalanta sotto gli occhi di Squinzi

Stefano Aravecchia
Sassuolo umiliato dall’Atalanta sotto gli occhi di Squinzi

Pesantissimo ko (6-2): Duncan prova a riaprirla due volte ma i bergamaschi si dimostrano superiori in tutto

4 MINUTI DI LETTURA







Niente botto di fine anno. Il Sassuolo subisce un’altra pesante sconfitta, stavolta per mano dell’Atalanta, e perde ulteriore terreno dalla zona Europa. Prestazione davvero deludente quella offerta dai neroverdi, capaci di incassare sei gol sotto gli occhi di un allibito Squinzi, che da diverso tempo mancava dal Mapei e probabilmente avrà fatto fatica a riconoscere la sua creatura. Brutta botta per il patron, ma anche per De Zerbi. Deludenti anche i tifosi: nonostante la bella giornata la risposta del pubblico è stata ancora più deprimente del solito e per i tanti supporters atalantini è stato un gioco da ragazzi trasformare il Mapei in una succursale dell’Atleti Azzurri d’Italia. Chiaro che questo non può e deve rappresentare un alibi per i neroverdi, capaci di riaprire una partita che sembrava chiusa dopo lo 0-2 del primo tempo. Ma la doppietta di Duncan è stata svilita dalle solite dormite difensive che hanno consentito all’Atalanta di uscire vittoriosa. Una batosta che dovrà far riflettere De Zerbi e la società: se si punta all’Europa c’è da cambiare registro nel gioco, nell’atteggiamento ma soprattutto nella gamba. Nessuno si era illuso, ma certamente figure del genere, con annessa “sbragata” finale, non sono accettabili.

FLESSIONE

Come si immaginava già alla vigilia l’Atalanta si è confermata squadra fisica, in ottima forma e capace di esprimere un gioco a tratti irresistibile per ritmo e intensità. Insomma, il peggior cliente che l’arrancante Sassuolo di questo periodo potesse affrontare. Il campo ha emesso un verdetto chiaro ed impietoso: in questo momento i bergamaschi sono di un altro pianeta rispetto ai neroverdi.

Nei tre scontri diretti che profumavano d’Europa Berardi e compagni hanno raccolto la miseria di un pareggio (agguantato in extremis col Torino) e due severe sconfitte, nel punteggio (con 10 gol incassati!) e nel gioco, contro Roma e Atalanta. Niente drammi, a gennaio ripartirà un altro campionato e ritrovando brillantezza il Sassuolo potrà tornare a dire la sua. D’altronde la classifica vede i neroverdi all’11° posto, ma a un tiro di schioppo dall’Europa.

NUMERI IMPIETOSI

Al Mapei non si vince dal 21 settembre e l’astinenza si prolungherà al 2019. Dopo i 13 punti nelle prime 6 partite di campionato, i neroverdi ne hanno messi insieme 12 nelle successive 13. Un dato che parla da solo e dà l’idea della prolungata quanto brusca frenata del Sassuolo. Squadra che da diversi mesi ha perso smalto e meccanismi. Va detto che gli avversari col tempo hanno adottato contromisure capaci di disinnescare le armi dei neroverdi, l’incapacità della banda De Zerbi è stata quella di proporre un piano B per riadattarsi e trovare nuove soluzioni tattiche. Invece tecnico e squadra hanno finito per incartarsi e smarrirsi. Così, la macchina da guerra che aveva incantato a inizio stagione, si è liquefatta.

LEZIONE

Il primo tempo è stata una lezione di calcio impartita dall’Atalanta: neroverdi praticamente mai in partita, costretti a subire il gioco avversario e puniti dalle reti di Zapata (di testa al 19’) e Gomez (tiro sporcato da Magnani al 40’). In mezzo due belle occasioni sprecate da Matri, preferito in avvio a Babacar nel 4-3-3 schierato da De Zerbi che perde Marlon per infortunio dopo 23 minuti.

SUPER DUNCAN

Nella ripresa il Sassuolo si presenta con un’altra testa, reagisce a grazie alla doppietta di Duncan per due volte riesce a riaprire la partita. Ma Mancini prima e lo scatenato Ilicic poi (si porterà casa il pallone con una tripletta in meno di venti minuti) la richiudono. Al Sassuolo resta il rimpianto per una bella occasione fallita da Di Francesco sul 2-3 e per il fuorigioco probabilmente attivo di Pasalic nell’azione del 2-4 di Ilicic.

TRACOLLO

Inaccettabile il finale di gara dei neroverdi, che hanno incassato altre due reti da Ilicic per un umiliante 2-6 di stampo tennistico. Diversi tifosi hanno iniziato a pungere De Zerbi, per calmarli è dovuto intervenire Berardi. Nonostante questo pessimo finale di 2018 il bilancio della prima parte di stagione resta positivo, ma non si può vivere di ricordi. La società dovrà fare qualche intervento mirato sul mercato di riparazione mentre De Zerbi - uscito con le ossa rotte dai confronti con Di Francesco e Gasperini - sarà chiamato a restituire forma fisica, gioco, carattere e autostima ad un gruppo lontano parente rispetto a quello sbarazzino e spumeggiante di inizio stagione. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google