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Carpi sogna il botto di fine anno ma il Venezia lo raggiunge

Fabio Garagnani
Carpi sogna il botto di fine anno ma il Venezia lo raggiunge

Suagher firma il vantaggio dei biancorossi al Penzo, Colombi è insuperabile, ma Litteri lo trafigge su rigore 

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Mister Castori ritrova il suo Carpi in laguna, annusa il colpaccio per un’ora intera, poi deve aggrapparsi al suo portiere per portare a casa un pareggio preziosissimo, che mantiene i biancorossi a soli due punti dalla zona salvezza. In vantaggio dopo una ventina di minuti con la zampata di Suagher sugli sviluppi di un corner, Poli e compagni hanno eretto un muro solidissimo e invalicabile, sul quale il Venezia ha sbattuto a lungo. Per abbatterlo e ristabilire l’equilibrio, i padroni di casa hanno dovuto aspettare il rigore fischiato nel secondo tempo per un braccio alto di Jelenic in barriera, ma si sono poi dovuti arrendere di fronte all’ultima fortificazione invalicabile: Simone Colombi, decisivo in almeno tre occasioni. Non è una novità, e anche questa volta porta fieno in cascina.

WILMOTS NELL’UNDICI

L’emergenza in casa Carpi conduce sulla strada del cambiamento. Privo di Concas, Di Noia, e Piscitella per infortunio, Pasciuti per squalifica, mister Castori ripesca Frascatore dopo tre mesi, Suagher dopo due e concede la prima ribalta da titolare a Wilmots, che fin qui aveva giocato un solo minuto contro il Palermo. La squadra si dispone col 3-5-1-1, con Machach e Mokulu davanti. Il tecnico lagunare Zenga torna al rombo di centrocampo, con Pinato vertice alto e Bentivoglio in posizione da play davanti alla difesa.

Esordio dal primo minuto per Zennaro, un figlio di Venezia e del terzo millennio.

SQUILLO DI SUAGHER

La trama della partita è quella che ci si aspetta. Al Venezia il possesso palla, al Carpi le ripartenze. A giganteggiare sul terreno del Penzo è soprattutto la fase difensiva dei biancorossi. Davanti a Colombi si erige un vero e proprio muro, con una linea a cinque aiutata dai tre centrocampo che scarrellano da una parte e dal’altra creando densità in ogni zona del campo. Pure in territorio nemico, dove spesso salgono i centrali difensivi per braccare gli attaccanti. Così soffocato, il Venezia non ci prova che dalla distanza, mettendo i brividi con Garofalo, su cui ci vuole il volo plastico di Colombi. Ma se dietro va tutto bene, il Carpi non può dire altrettanto per la fase offensiva. Machach si fa vedere solo per qualche recupero e per qualche giocata temeraria nella sua metà campo, mentre Mokulu è lontano da tutto e da tutti, utile solo sui calci piazzati altrui. Il gol da una parte e dall’altra non può che scaturire da un episodio, e questa volta premia il Carpi: sugli sviluppi di un corner, Buongiorno cicca la conclusione sulla palla in uscita dall’area e serve involontariamente Suagher che, tenuto in gioco da Domizzi, gira in rete a due passi da Vicario. La reazione del Venezia è tutto in una conclusione dai 25 metri di Vrioni a lato di un metro. Zenga va negli spogliatoio rabbuiato.

SUPER COLOMBI

Il tecnico del Venezia cambia già al rientro in campo: sposta Zennaro al posto di un anonimo Pinato alle spalle di Litteri e Vroni, piazzando Schiavone in regia. Fino al 15’ la gara scorre sui binari del primo tempo, con qualche segnale di vita da parte di Mokulu e i soliti tiri dalla distanza del Venezia, che in una occasione trovano pronto Colombi. Si va avanti così, fino a quando l’arbitro vede il fallo di mano di Jelenic sulla punizione dal limite di Schiavone e assegna il calcio di rigore, realizzato da Litteri. Il pareggio trasforma il muro in argilla. Fioccano le occasioni dei padroni di casa, ma Colombi è in formato miracolo: si oppone alle conclusioni ravvicinate di Zennaro e Vrioni, a Schiavone dalla distanza e infine, a tempo ormai scaduto, al tentativo dell’ex Modolo deviato malignamente da Suagher. Per superarlo se ne riparlerà il prossimo anno. —





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