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Il Sassuolo si lecca le ferite Squinzi sicuro: «Ci rifaremo»

Paolo Seghedoni
Il Sassuolo si lecca le ferite Squinzi sicuro: «Ci rifaremo»

Il patron ha assistito alla scoppola casalinga rimediata contro l’Atalanta:  «Sono un po’ deluso, ma anche convinto che sapremo riscattarci»

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La batosta rimediata dal Sassuolo contro l’Atalanta (la peggiore sconfitta interna escluso il primo dei 7-0 rimediati dall’Inter, il secondo con i nerazzurri e quello contro la Juventus infatti furono subiti in trasferta) lascia comprensibilmente un sapore amaro e tanta delusione sia nei tifosi che nella squadra neroverde e nello staff tecnico che, inevitabilmente, anche all’interno della società. Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo e della Mapei, non è da meno e non vuole commentare né la pesante sconfitta e nemmeno il girone di andata del Sassuolo, concluso a quota 25 a pari merito col Parma e dietro ad altre dieci squadre. Squinzi però qualche parola la regala, non certo un’intervista, ma solo un paio di concetti che sono comunque significativi: “La delusione c’è, non è certamente andata bene contro l’Atalanta, anzi. Ma ci rifaremo, proveremo a rifarci”.

Da una parte, dunque, la comprensibile delusione profonda per la gara del Mapei, a cui il dottor Squinzi ha assistito (mancava da qualche partita, ma sabato era regolarmente presente nel suo palchetto dello stadio di proprietà della multinazionale che guida), dall’altra la voglia di riscatto e di ripartire, una caratteristica che a Squinzi non è mai mancata, e non soltanto nello sport. Per quanto siano poche parole si desume che non c’è un distacco dal ‘suo’ Sassuolo e nemmeno un eccesso di amarezza, per quanto il 2-6 rimediato contro l’Atalanta sia stato pesante, forse appena lenito perché Squinzi è sì milanista, ma è pur sempre nato a Cisano Bergamasco in provincia di Bergamo appunto. Ma al di là delle questioni anagrafiche, è evidente che il patron del Sassuolo vuole un cambio di passo che è contenuto in quel “ci rifaremo” che conclude la breve telefonata prima degli auguri di rito per il 2019 in arrivo. Non è un mistero per nessuno che il sogno di Squinzi per il Sassuolo è quello di farlo crescere fino a piazzarsi stabilmente alle spalle delle grandi del calcio italiano. Un Sassuolo che, nei programmi a medio termine di mister Mapei, diventi la buona borghesia alle spalle della Juve, delle milanesi, del Napoli e magari della Roma, ma alla pari con Lazio, Fiorentina, le stesse Samp e Torino. Una sorta di ‘Atalanta 2-0’, dato che la squadra di Gasperini e del presidente Percassi si sta ritagliando in queste stagioni questo ruolo, quello di una società che, anche grazie al settore giovanile, fa crescere talenti che rivende in cambio di atleti collaudati e di altri giovani. In questa stagione il Sassuolo ha sì scommesso sui giovani, ma ha anche acquistato Boateng, oltre a Djuricic e Di Francesco (tanto per fare due nomi), ovvero giocatori già pronti per il palcoscenico della serie A. E passata la sosta, appunto, per il Sassuolo è il momento di rifarsi e ripartire all’assalto dell’obiettivo Europa. —


 

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