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Pinali: «Velasco crede in me, questo mi stimola e gratifica»

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Pinali: «Velasco crede in me, questo mi stimola e gratifica»

Il giovane asso gialloblù: «Allenarsi con grandi campioni mi sta facendo crescere I miei sogni? Giocare da titolare in Superlega e poter rivestire la maglia azzurra» 

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Giulio Pinali, giocatore dell’Azimut Leo Shoes, è stato eletto Mvp nell’ultima partita dei gialloblù vinta 3-0 contro Castellana Grotte al PalaPanini. L’opposto si è raccontato in un'intervista rilasciata agli studenti del Liceo Corni. Il classe 1997 nato a Bologna, ha ripercorso la sua giovane, ma promettente carriera sportiva dalle giovanili fino ad oggi.

Quando hai iniziato a giocare a pallavolo? Come ti sei avvicinato a questo sport e perchè?

«Il mio percorso sportivo è cominciato otto anni fa a Pontevecchio, Bologna. La mia crescita è poi proseguita a Savena e allo Zinella. Prima di innamorarmi di questo sport ne ho provati diversi come rugby e tennis. La passione per la pallavolo è nata dalla famiglia: piaceva a mia madre, così ho iniziato insieme a mio fratello e a mia sorella».

Modena è una società che dà particolare importanza al settore giovanile.

«Inizialmente a Bologna mi sono trovato molto bene, ma in seguito ero a caccia di nuovi stimoli con l'obiettivo di migliorare me stesso. Si è presentata l'opportunità di fare un provino con Andrea Tomasini - allenatore del settore giovanile di Modena Volley da 26 anni - che ha visto le mie potenzialità e mi ha proposto di passare a Modena. Ho deciso di accettare la proposta e mi sono spostato insieme a mio fratello. Il passaggio è stato fantastico e ricco di soddisfazioni. La società mette a disposizione sia uno staff tecnico che uno staff medico di altissima qualità. Offre inoltre un Palapanini da sogno: privilegi incredibili a cui non ero abituato».

Oltre a un cambio di maglia hai avuto un cambio di ruolo: raccontaci i due anni in giovanile da gialloblù.

«Quando ero a Bologna giocavo opposto. A Modena ho iniziato a giocare da banda, perchè in squadra c'era abbondanza di opposti. Entrambi i ruoli mi piacciono molto quindi il cambio mi ha gratificato e mi sono divertito. Il primo anno è stato molto speciale per me, abbiamo ottenuto la vittoria nella Junior League 2015/16 dove mi hanno premiato come miglior giocatore della manifestazione. Con questa maglia ho anche ottenuto l'argento ai nazionali giovanili 2015/16 e il bronzo ai nazionali giovanili 2016/17».

Per te è arrivata anche la prima chiamata in nazionale giovanile: parlaci della tua esperienza in azzurro.

«La chiamata è arrivata inaspettata e non potevo credere di essere entrato in un gruppo del genere, è stato davvero un onore vestire la maglia azzurra. La prima estate ho partecipato agli Europei del 2016 in Bulgaria concludendo al quarto posto. Mentre nella seconda estate abbiamo giocato i Mondiali del 2017 in Repubblica Ceca dove abbiamo faticato a giocare per mancata intesa di squadra».

Stagione 2017/18: un altro mondo: sei diventato un giocatore di Superlega. E' stato facile ambientarsi?

«A inizio stagione mi ha contattato il dg Andrea Sartoretti per la promozione in serie A. Da un lato ero felicissimo che volessero tenermi in prima squadra, dall'altro temevo di allenarmi e basta, non trovando spazio in campo. Al termine di una scelta difficile,ho deciso di rimanere. Inizialmente allenarsi con grandi giocatori è risultato difficile, ma molto stimolante per la mia crescita personale».

Raccontaci la prima stagione da professionista.

«Il primo anno è stato particolarmente difficile per l'ambiente che si è creato a Modena tra allenatore e squadra. Io personalmente mi sono trovato bene sia con l'allenatore che con i compagni. Siamo sempre rimasti uniti e abbiamo fatto del nostro meglio anche se non è bastato. Ritengo sia stato comunque un buon anno di crescita individuale».

Stagione 2018/19: cambio di ruolo, hai vinto il primo trofeo e trovato più spazio in campo.

«A inizio stagione, durante la firma del contratto, mi era stato detto che sarei tornato a giocare da opposto. Sono contento, ma non escludo di tornare a giocare da banda in futuro. Vincere la Supercoppa Italiana è stata un'emozione unica, un ottimo inizio di stagione. Sto trovando un po' di spazio in campo: Velasco crede in me e vede del potenziale. Questo mi gratifica e mi stimola».

Cosa ti aspetti dal futuro?

«Il mio sogno sarebbe di arrivare a giocare come titolare in Superlega serie A. Se dovessi cambiare squadra mi piacerebbe tornare a Modena pronto per una maglia da titolare. Rivestire la maglia azzurra mi renderebbe molto felice». —

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