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Due filosofie opposte difficili da far convivere

Due filosofie opposte difficili da far convivere

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La mancanza di un’identità di gioco del Modena, la vera causa che ha provocato la perdita di punti in trasferta, quattro nelle ultime cinque uscite fuori casa, è palese e la evidenziammo già dopo il pari di Budrio con il Mezzolara. Per mantenere la corona di re del campionato bisognava darsi un portamento regale nella manovra e nell’atteggiamento in campo e le caratteristiche della squadra costruita da Doriano Tosi, addirittura migliorate cammin facendo con gli arrivi di Rabiu, Loviso e Duca, erano perfette per riuscire a farlo. Tutto il ben di Dio in attacco con la possibilità di giocare a due punte o col tridente, il miglior bomber di categoria, Carlo Ferrario, un altro centravanti importante anche se con caratteristiche diverse come Ferretti, e giocatori di rango superiore, Montella, Baldazzi e Sansovini, che se lanciati negli spazi con opportuni movimenti senza palla in serie D possono fare sfracelli e dare quella profondità alla manovra che è quasi sempre mancata. Anche a centrocampo tutti uomini votati alla costruzione del gioco e alla manovra offensiva: Loviso, Boscolo Papo, Pettarin, Messori, Duca, Rabiu, gli stessi Bellini e Parisi, hanno grandi caratteristiche di palleggio e inserimento, ma sono meno abili nell’interdizione. Aggiungiamoci poi che i due under scelti come esterni bassi, Ndoj e Zanoni, danno il meglio quando sono chiamati a giocare più che a difendere. Il Modena ha fatto vedere il meglio quando ha saputo difendere alto andando ad aggredire gli avversari nella loro trequarti, atteggiamento che ha evidenziato soprattutto con la difesa a tre e Gozzi in campo, provocato l’esplosione in termini di reti segnate di un grande potenziale offensivo e garantito una certa solidità difensiva che non è comunque nel “dna” di questo Modena.

Ma col trascorrere di un campionato che fino all’ultima di andata il Modena ha dominato prendendosi anche vantaggi importanti sul secondo posto. poi sperperati fino al fresco aggancio della Pergolettese e la rimonta della Reggio Audace, la squadra di Apolloni si è involuta vittima del contrasto tra due filosofie: quella offensiva del gruppo e quella difensivista del tecnico che pur ammettendo di essere al volante di una Ferrari non ha saputo ancora trovare il setup giusto per farla volare come dovrebbe pur mantenendola sempre sul gradino più alto della classifica. Ora, dopo il tonfo di domenica, la società deve affrontare il problema per evitare di compromettere l’obiettivo della promozione diretta. Perchè l’assenza di un gioco si fa sentire soprattutto contro le piccole: i gialli hanno messo sotto quasi tutte al Braglia, anche Pergolettese e Reggio Audace negli scontri diretti, perchè in casa riescono sempre ad esprimere l’acuto; ma quando si tratta di uscire dal tempio gialloblù, spesso è notte fonda proprio per l’assenza di un’identità da prima della classe che permette a squadre di basso rango - non è comunque il caso della Vigor Carpaneto - di trovare il risultato aggrappandosi semplicemente a un furore agonistico in grado di azzerare il divario tecnico a livello individuale. Pergolettese e Reggio Audace hanno azzerato l’effetto della sconfitta negli scontri diretti proprio battendo le cosidette “piccole”. Riuscirà Apolloni ad entrare in sintonia col gruppo che è chiamato a portare in C, o siamo di fronte a un problema insolubile con il Modena condannato a balbettare? E’ il momento per la società di un’attenta analisi del problema e anche di mettere porre la questione di fiducia. —

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