Montella: «Il Modena deve reagire subito e il ritorno al Braglia è uno stimolo in più»
L’attaccante: «Ci siamo fatti rosicchiare tutto il vantaggio e ora bisogna ripartire. Non ci sono più jolly da giocare»
Antonio Montella non conosce ricetta diversa dal lavoro per risolvere il momento negativo che sta vivendo il Modena. L’attaccante canarino ha spronato la squadra a risollevarsi dopo un inizio d’anno da dimenticare.
Montella, come si affronta questo periodo?
«Con la consapevolezza che bisogna lavorare ancora di più, analizzando gli errori commessi, per tornare in campo con un altro atteggiamento. Servono testa, gambe e cuore: conta solo questo, prima del bel gioco che tutti speriamo possa arrivare».
La debacle di Carpaneto, invece, come si spiega?
«Inutile parlare dell’aspetto tattico, modulo e schemi non c’entrano perché è proprio la prestazione ad essere mancata. È venuta meno la parte caratteriale, non siamo stati all’altezza di quello che ci si aspetta dal Modena. Sembravamo un po’ scarichi mentalmente e il motivo non lo so, perché eravamo reduci da una delle settimane di allenamento migliori sotto il profilo della voglia e dell’applicazione».
Anche a livello atletico non sembravate brillanti.
«Non credo che l’aspetto fisico, come quello tattico, abbia inciso nella sconfitta. Lo ripeto, non c’è stato l’approccio mentale giusto sin dall’inizio. E non vanno sottovalutati i meriti dell’avversario, perché il Carpaneto è una delle migliori squadre che abbiamo affrontato a livello fisico e di gioco».
Come si lavora sull’aspetto caratteriale, soprattutto fuori casa?
«Cercando di essere più uniti e di saper soffrire da squadra nei momenti difficili. Servono carattere, personalità, malizia ed esperienza per contrastare le carenze emerse nelle ultime gare e ritornare al cammino fatto fino a un mese fa».
Il tuo gol a Carpaneto era regolare?
«L’arbitro non aveva visto il fuorigioco segnalatogli dal guardalinee una ventina di secondi prima, quindi credo che non sapesse la posizione reale in cui sarebbe dovuto riprendere il gioco. Quando ho visto il portiere calciare la palla, ferma a terra, sono intervenuto e ho segnato sperando che il gol fosse convalidato. In questo momento, probabilmente, non c’è grossa serenità da parte degli arbitri nel valutare situazioni che ci riguardano anche se sono sotto gli occhi di tutti, però dobbiamo essere più forti anche di questo».
Ora non si può sbagliare.
«Ci siamo fatti rosicchiare tutto il vantaggio che avevamo costruito e quindi adesso è obbligatorio ripartire. Per raggiungere l’obiettivo che tutti ci siamo prefissati bisogna solo vincere, non ci sono più jolly da giocare».
Il ritorno al Braglia può essere la medicina giusta?
«Sicuramente in casa abbiamo dimostrato di essere una squadra capace di offrire anche prestazioni di livello oltre a vincere, quindi son ben contento di tornare al Braglia e spero che sia un ulteriore stimolo per invertire questo piccolo momento di difficoltà. Sono convinto che nella squadra ci sia il materiale umano giusto per uscire da questa situazione».
I tifosi non sono più così tranquilli.
«Le critiche, se costruttive, fanno solo bene. Un calciatore sa che nel suo lavoro è sotto la lente d’ingrandimento e deve sapere gestire i momenti, prendendosi gli applausi e anche le critiche. A quasi 33 anni sono abituato a queste situazioni e so che in ogni partita c’è la possibilità di ribaltare i giudizi. Per ognuno di noi le critiche devono essere motivo di sprono: siamo grandi e vaccinati, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità perché siamo stati scelti per vincere il campionato». —
Marco Costanzini
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