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Bollini, la faccia “dura” che serviva

P.V.

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Romano Sghedoni fa capire subito di che pasta è fatto un grande imprenditore: «Prima di licenziare un dipendente ci pensi non una, ma dieci volte. In questa società ci sono due imprenditori esperti, io e Amadei, e altri più giovani ma capaci. E’ stata presa una decisione difficile, ma andava presa». Ecco perchè il Modena ha una grande società, perchè l’aspetto umano viene prima di tutto e il rispetto per Gigi Apolloni è stato massimo. Ma una società di imprenditori non investe per la gloria e chiede il risultato. Apolloni non era in grado di garantirlo, ci proverà Bollini. «Non in un clima da funerale - precisa il presidente Salerno - ma di rinnovato entusiasmo». Entusiasmo di cui avrà bisogno Alberto Bollini, il tecnico chiamato a dare un gioco a una squadra che non lo ha mai avuto e a imprimerle quel carattere di cui una capolista non può fare a meno nonostante il primato dalla prima alla 18esima giornata. Il lavoro di Bollini non sarà semplice. Il Modena è primo, ha la squadra più forte del girone almeno a nomi, ma finora è stato tutt’altro che squadra e a gioco lungo avrebbe perso nella corsa a tre con Pergolettese e Reggio Audace. Alberto Bollini dovrà costruire, tra una partita e l’altra, quello che un tecnico di solito fa in un ritiro: compito non facile, ma il nuovo mister ha la faccia “cattiva”, quella che è mancata finora al Modena. Non chiede nulla se non fiducia e sostegno, il resto ce lo metteranno lui e i giocatori. Il Modena è a una svolta, la carriera di Bollini pure: il ritorno tra i “prof” e un bell’affare per tutti.—

P.V.

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