Diego Paleari l’uomo di spicco nella due giorni internazionale
Cede di un punto al vincitore del Pallino e sale sul podio nel Trofeo Rinascita Fasoli vince la maratona da oltre 800 giocatori in cui brillano Sacchetti e Bassi
Non era scontato, visto il ridimensionamento tecnico della “Rinascita” dopo la caduta in A2 e la sostanziale assenza di atleti di A di spicco nelle altre società, che quest’anno Modena boccistica fosse protagonista a livello agonistico nella gigantesca “due giorni” internazionale di Budrione d’inizio d’anno. E invece c’è riuscita grazie a Diego Paleari, che dopo essere uscito di scena al secondo turno nel “Pallino d’Oro” per una questione di sfumature (12-11) contro quel Manuelli che poi l’avrebbe vinto in carrozza, nel Trofeo Rinascita si è piazzato quarto su un esercito di 832 atleti al via. Giusto che, se un elemento della società di casa doveva svettare, questo fosse appunto Paleari, monzese ma legatosi al club di Budrione ormai da un decennio tanto da diventarne quasi un simbolo.
Superando, dopo il girone eliminatorio, avversari su avversari (il reggiano Spaggiari, lo svizzero Ortelli, il lodigiano Cremaschi, sino all’ex-compagno di squadra ora alla “Caccialanza” di Milano Marco Luraghi), ha scelto davvero la maniera migliore per rifarsi dell’amarezza di un’eliminazione nel “Pallino” che deve avergli bruciato non poco. Così come di misura peraltro è stata la sconfitta nella semifinale del “Rinascita” contro un altro atleta della “Caccialanza”, il veterano Zovadelli. A vincere la competizione è stato come nel “Pallino” (per Manuelli, pur atleta quotato, è stato il primo successo), un outsider: Il rubierese Mirko Fasoli, che con il semisconosciuto bresciano Cassetta al terzo posto completa una “due giorni” davvero densa di sorprese, se si pensa che il giorno prima terzi e quarti si erano piazzati l’elvetico Gianinazzi e l’inatteso bolognese Mazzoni. T
ornando al Trofeo Rinascita, da segnalare in chiave modenese il decimo posto di Daniele Sacchetti (Rinascita), il piazzamento nei primi sedici di Niko Bassi (sempre Rinascita) e quello nei primi 32 di un terzo budrionese, Giovanni Scicchitano, e del sassolese Andrea Beneventi. —
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