Il Modena si salva in extremis ma deve cedere lo scettro
Ferrario illude, pari e sorpasso del Lentigione ripreso al 94’ da un rigore del bomber. Debutto in salita per mister Bollini
Alberto Bollini non è Harry Potter e non possiede nemmeno la bacchetta magica della Fata Turchina. E se anche l’avesse avuta tra le mani difficilmente sarebbe riuscito a trasformare il brutto anatroccolo gialloblù delle ultime sette giornate dell’era Apolloni facendogli ritrovare, come per incanto, l’aspetto del principe azzurro che aveva dato l’impressione di poter uccidere il campionato prima di perdere le sembianze regali. Ha avuto solo due giorni pieni per poter preparare la partita con il Lentigione e tentare di scuotere, almeno nella testa, una formazione che anche ieri ha confermato la pericolosa involuzione che l’ha portata a perdere punti in classifica e la vetta. Il derby della famiglia Amadei (Romano socio del Modena, il figlio Alfredo patron del Lentigione) finisce, infatti, in pareggio: 2-2, risultato che il Modena ha acciuffato al 94’ su rigore rendendo meno amaro l’esordio del nuovo tecnico. Un punto che sa di sconfitta e fa esultare la Pergolettese che rifila due gol all’Adrense e si lancia in fuga con due punti di vantaggio sui canarini tallonati a -2 dalla Reggio Audace.
DOV’è DUCA?
Bollini si presenta al confronto con il Lentigione con una formazione “all’Apolloni” e orfana di Perna, Loviso e Rabiu. Il portiere Dieye, reduce da una settimana difficile, cede il posto al collega Piras protetto dalla difesa a quattro Ndoj, Gozzi, Dierna e Zanoni. In mezzo la strana coppia Pettarin-Boscolo Papo, il secondo piazzato in regia, e il giovane Messori. Davanti Ferrario riferimento per gli esterni Montella e Baldazzi. Salmi, mister dei reggiani, si oppone con un 4-4-2 ma perde Bandagogo dopo 3 minuti e lo rimpiazza con Ragnoli. Si torna al Braglia, fortino del Modena, dopo due trasferte, ma si gioca su una lastra di ghiaccio tale da far impallidire la pista del Palaghiaccio di Fanano. Il Modena prova a prendere in mano il pallino. Bollini chiede due cose in fase offensiva: verticalizzazioni e palleggio per mettere in condizione Baldazzi e Montella di andare in uno contro uno. I gialli provano ad accontentare il mister, ma sugli esterni non si sta in piedi e l’aggressività del Lentigione fa il resto imbrigliando i buoni propositi di Ferrario & C. E in mezzo non c’è il cambio di passo necessario per supportare una manovra comunque tribolata: Boscolo Papo e Pettarin viaggiano (lenti) alla stessa velocità e l’impressione è che la strana coppia si sia giocata l’ultima volta insieme. Perchè Duca, sacrificato in tribuna, già nella trasferta con l’Oltrepo Voghera sarà probabilmente in campo dall’inizio. A parte un tiro di Ferrario dal limite neutralizzato da Faccioli, accade veramente poco. Al 25’, però, il match si sblocca. Pettarin per Montella che trova Ferrario solo in area: il bomber controlla e con un preciso diagonale firma il vantaggio. Un raggio di sole in una giornata cupa e fredda che diventa gelida al 38’ quando Bernasconi, su un rinvio sbilenco di Dierna, fulmina Piras al volo. Nel finale di tempo Pettarin non inquadra la porta su una spizzata di Ferrario.
il baby e il bomber
Al 64’ Sansovini rileva un impalpabile Baldazzi: Bollini prova a svegliare l’attacco, ma è il Lentigione a pescare il jolly con Roma che sfrutta una mancata uscita di Piras e una “dormita” di Zanoni per far centro. Ferretti per Pettarin e Modena con due centravanti e due ali per tentare di recuperare il match. Al 74’ e al 76’ Sansovini ha due grandi opportunità: nella prima manca la porta di poco, nella seconda si scontra con un miracolo di Faccioli. Numero di Ferretti e palla di qualche centimetro sulla traversa, rovesciata di Dierna e altra paratona di Faccioli. Match stregato, ma al 94’, mentre scorrono i titoli di coda di un brutto film, Messori innesca Ferrario che si presenta a tu per tu col portiere al quale non resta che stenderlo. Rigore, Faccioli graziato del rosso, ma punito dalla stoccata del bomber. Modena salvo in extremis, ma la Pergolettese se ne va e dalla curva piove qualche fischio per i gialli. Dottor Bollini, il malato è serio (ma si sapeva perchè i numeri non sono balle): serve una cura d’urto per rilanciare il Modena nella bagarre per la vetta e riportarlo di nuovo sul trono. —
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