Schumacher jr, brand di lusso e investimento per il futuro
Non solo un grande affare economico e d’immagine: Mick è un pilota veloce che darà lustro alla Ferrari Drive Academy, scuola piloti delle rosse nata nel 2009
Schumacher e Ferrari, un binomio che da solo può accedere la passione degli appassionati di Formula 1 e attirare l’attenzione di chi non si è mai affacciato al mondo delle quattro ruote. Il possibile approdo di Schumi junior alla Driver Academy di Maranello ha già portato i suoi effetti. In attesa dell’ufficialità, che sembra comunque imminente, i riflettori sono puntati su questa possibile operazioni. In ballo, ovviamente, non ci sono solamente le questioni legate alla pista, ma anche gli aspetti pubblicitari ed economici che ne conseguono. D’altra parte quando ad essere accostati sono due brand del genere non potrebbe essere diversamente.
DI NOME E DI FATTO
Attenzione, però, a definire “l’operazione Schumi junior” una semplice strategia di marketing. Il diciannovenne è pilota, pilota vero. A confermarlo e certificarlo sono i risultati di una carriera appena cominciata. Dopo l’esordio con i kart, Mick ha la possibilità di mettersi in mostra nel campionato italiano e tedesco di Formula 4. In tre stagioni sportive colleziona undici vittorie e 24 podi totali. Per i primi anni, Schumacher corre utilizzando il cognome della madre da nubile, Betsch, tenendo così lontani i paragoni col padre. Il grande salto nel 2017 quando viene “promosso” in F3 Europa.
Sempre con il team Prema, motorizzato Mercedes, conquista il campionato 2018 con 365 punti e soprattutto otto primi posti.
IN PISTA A FIORANO
A dire il vero Schumacher junior aveva già avuto modo di misurarsi con una monoposto di Formula 1, una Ferrari ovviamente. Anno 2015, scenario il circuito di Fiorano che per tanto tempo era stato la casa di papà Michael. Il giovane pilota tedesco, nato però a Vufflens in Svizzera, scende in pista sotto gli occhi di Luca Baldisserri, fedelissimo ingegnere di Schumi senior e in quel periodo direttore della Driver Academy della Scuderia modenese. Maranello e Fiorano sono dunque pronte ad accogliere nuovamente uno Schumacher. Un nuovo matrimonio che sarebbe potuto saltare visto l’interesse per Mick della Mercedes e in particolare di Toto Wolff. Già perché pure il manager delle “Frecce d’argento” aveva messo gli occhi sul pilota classe 1999.
DRIVE ACADEMY
“Formare i piloti dal punto di vista agonistico, umano e professionale. Attuando un programma pluriennale che va ad incidere nell’età più critica della crescita”. Questa è la missione della Drive Academy Ferrari nata nel 2009 per crescere i futuri piloti della “Rossa”. L’impulso decisivo per dare il via a questo progetto arriva, probabilmente a sua insaputa, da Felipe Massa. Osservando l’evolversi della carriera del pilota italo-brasiliano, i vertici Ferrari capiscono che si può fare di più. Il primo a sposare la causa è il compianto Jules Bianchi seguito, alcuni anni dopo, dall’amico fraterno di Charles Leclerc pure lui prodotto dell’Academy e ora alla guida di una Ferrari. —
Enrico Ballotti
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