Paolo Ceci: "Correre con mia moglie al fianco è stato straordinario"
La coppia prignanese è reduce dall'Africa Eco Race: "Nonostante i tanti problemi mai pensato di mollare. E siamo arrivati fino in fondo"
PRIGNANO Paolo Ceci e Sara Bioli sono rientrati a casa. Lunedì sono atterrati nella tarda mattinata e alla sera si sono trovati coinvolti in una festa a sorpresa organizzata dai loro amici. Un giorno di assestamento, e soprattutto di sonno da recuperare e poi si ricomincia con il solito tran tran, non senza però un pensiero all’avventura appena terminata in Africa. Le decisioni da prendere adesso sono molte, per non dire moltissime. A cominciare dal mezzo da usare per le prossime gara internazionali: tornare alla moto o proseguire con i SidebySide? “Quando ho proposto a Sara di correre insieme l’Africa Eco Race non sapevo sinceramente come avrebbe reagito - racconta Paolo Ceci. – Poteva piacerle, ma poteva anche non piacerle e in quest’ultimo caso io sarei tornato a correre in moto, senza problemi”. E invece… “E invece a Sara è piaciuto – ride Paolo, non riuscendo a nascondere la soddisfazione – e non solo. Si è divertita e si è anche fatta coinvolgere moltissimo dalla gara. E’ stata bravissima. Devo dire anzi che la sua presenza è stata preziosa e anche nei momenti più difficili averla al fianco è stato per me importantissimo. Prima di partire temevo questa convivenza, se ne sentono dire tante sulle coppie che dividono l’abitacolo in gara, e invece per noi è stata un’esperienza assolutamente positiva, che ci ha unito e completato”. Il progetto quindi sarebbe quello di continuare a correre insieme: “Ora devo incontrarmi con diverse persone e capire se il loro impegno proseguirà anche per il 2019 e per l’edizione 2020 dell’Africa Race perché una cosa è certa, noi vogliamo tornare”. Perché se c’è una cosa che tutte le peripezie e le mille avventure vissute in questi 15 giorni hanno insegnato a Paolo Ceci e Sara Bioli, questa è combattere. “Non abbiamo mai pensato di mollare, di abbandonare, di ritirarci. Quando è stato chiaro che non avremmo potuto vincere siamo andati avanti e quando è stato ancora più chiaro che il mezzo non era in grado di correre la gara come avremmo voluto, non ci siamo fermati. Neanche quando sarebbe stata la cosa più facile da fare. Io non sono un sostenitore di De Coubertain, per me l’importante è vincere, non partecipare, non mi piace fare la parte di chi partecipa”. Stavolta però Paolo ha stretto i denti e ha resistito“Perché lo dovevo prima di tutto a Sara, poi al mio team e a tutte le persone che hanno creduto in noi e nel nostro progetto e ci hanno appoggiato e seguito. Il tifo da casa ci ha aiutato tantissimo e anche adesso, che stiamo già ragionando sull’edizione 2020 abbiamo bisogno di tutto l’appoggio possibile. Noi non molliamo, non fa parte del nostro carattere, ci crediamo e andiamo avanti”.
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