Inter-Sassuolo, sugli spalti 10mila bimbi
Domani San Siro chiuso ai tifosi normali per “razzismo” Il Ministro dell’Istruzione: «Sarà una grande festa»
Oltre diecimila (e uno) piccoli tifosi assisteranno a quella che doveva essere una gara a porte chiuse, quella tra Inter e Sassuolo.
Domani sera San Siro diventerà uno stadio ‘vietato ai maggiori’ perchè la Figc ha accettato l’idea di aprire le porte (teoricamente chiuse) dello stadio meneghino a bambini delle Scuole Calcio dell’Inter, del Centro Sportivo Italiano di Milano, di 49 scuole del capoluogo lombardo e anche di un piccolo tifoso nerazzurro scozzese, il dodicenne Max Donaghey, che vive nel Renfrewshire, che aveva già acquistato biglietto e viaggio a Milano col papà per assistere a questa gara. Gara che, lo ricordiamo, è la seconda e ultima che l’Inter dovrà affrontare a porte chiuse a causa dei cori razzisti nei confronti del fuoriclasse del Napoli Koulibaly nel match disputato a fine 2018. Il giudice sportivo aveva deciso, anche a causa dell’indignazione e delle reazioni di tanti sportivi e addetti ai lavori, di usare il pugno duro con due partite senza tifosi (la prima è stata la gara di Coppa Italia tra Inter e Benevento), decisione non appellata dalla società nerazzurra. Era stata proprio l'Inter, dopo la decisione del giudice sportivo, a chiedere che a San Siro fossero ammessi però i bambini, "per lanciare un ulteriore segnale contro ogni forma di discriminazione e violenza", come si legge nel comunicato che il club ha pubblicato sul proprio sito internet. Ad assistere alla gara anche ragazzi e ragazze del progetto 'Io Tifo Positivo', 'Quarta categoria', realtà che sia Inter che Sassuolo sostengono a favore dei ragazzi con disabilità intellettiva-relazionale e il progetto 'Rete!', l'iniziativa avviata dalla Figc con il Settore Giovanile e Scolastico, finalizzata a favorire i processi di inclusione e integrazione sociale attraverso il calcio.
A sostenere l’iniziativa anche il mondo politico in modo bypartisan: sia il sindaco di Milano, Beppe Sala, che il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, hanno sostenuto l’idea: «Vogliamo diffondere un messaggio di fair play, per il mondo dello sport. Un'occasione per dare un esempio positivo di come il calcio va vissuto. Sarà una grande festa», ha chiosato Bussetti. —
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