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Benedetta sosta: è ritornato il vero Sassuolo di De Zerbi

Andrea Fratti
Benedetta sosta: è ritornato il vero Sassuolo di De Zerbi

Contro l’Inter si è vista una squadra rigenerata nelle gambe e nella testa Boateng determinante. Per i neroverdi la sfida del 2019 è trovare continuità

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Se, come sosteneva Charles Baudelaire, l’irregolarità e la sorpresa sono “una parte essenziale della bellezza”, in questo Sassuolo qualcosa di bello è indiscutibile che ci sia. D’altronde, qualche tempo fa, De Zerbi ci teneva a sottolineare come la società non gli avesse imposto un preciso obiettivo di classifica, ma gli avesse chiesto una squadra con un'identità di gioco capace di divertire. L’allenatore sta facendo di tutto per centrare questo bersaglio: formazioni imprevedibili, trasformazioni tattiche, gioco brillante, gol a grappoli, prestazioni superlative, rimonte incredibili e cadute rovinose. Ovviamente, il dubbio è come calibrare questa costante ricerca di divertimento con il bisogno di risultati, perché, in fin dei conti, nessuna squadra può rimanere impermeabile dalla classifica. Per i neroverdi la sfida del 2019 sarà quella di provare ad allineare brillantezza e concretezza, tentando di regolare in sincrono i sorrisi strappati agli spettatori con la logica concreta legata ai punti raccolti. Finora questi aspetti non sempre hanno viaggiato su binari paralleli: il Sassuolo ha iniziato la stagione a tutta velocità, esprimendo un calcio bello e efficace, ma i colori della favola si sono sbiaditi rapidamente. Dopo una manciata di gare, la condizione è calata progressivamente e la macchina neroverde ha iniziato ad andare a singhiozzo, alternando gare ottime ad altre preoccupanti. I tifosi si sono, così, ritrovati su un’altalena, che li conduceva a vertici d’entusiasmo e a punti di scoramento. L’andata si era chiusa con la fragorosa disfatta casalinga contro l’Atalanta (2-6). Sono passati 20 giorni da quel match e i neroverdi, a San Siro, hanno bloccato l’Inter, mantenendo la propria porta immacolata e meritando anche ai punti la vittoria. Come è possibile una simile trasformazione? Cosa è capitato durante la sosta?

Sono vari i fattori che hanno permesso al Sassuolo di tornare ad indossare le sue vesti migliori, a partire dalla ritrovata condizione fisica. Consigli & C. hanno sfruttato la sosta per rimettere energia nelle gambe, tanto che a Milano il pressing è stato continuo e i ritmi elevati. Altro fattore fondamentale è stato il rientro di alcuni infortunati. È vero che la lista degli assenti vanta ancora diversi nomi, ma il fatto di aver recuperato alcuni calciatori, in primis Boateng, cambia le carte in tavola. Il “Boa” permette alla squadra di esprimersi a pieno: muovendosi da 9 atipico, non dà punti di riferimento agli avversari, dialoga con i compagni coinvolgendoli nella manovra, tra aperture e inserimenti. In più, De Zerbi non solo può contare su simili rinforzi, ma è riuscito a sciogliere anche alcuni dubbi tattici. In mezzo al campo, ad esempio, c’erano troppi giocatori che si pestavano i piedi; ora, invece, le gerarchie si sono delineate: Sensi è la prima scelta, Magnanelli è il sostituto, mentre Locatelli viene preferito come mezzala. Altro aspetto determinante per questa “rinascita neroverde” è la fase difensiva: dopo i 6 schiaffi incassati con l’Atalanta, il Sassuolo ha bloccato Icardi & C., dimostrando come solo dalla solidità arretrata possano costruirsi grandi prove. Sono tante, dunque, le ragioni dietro alla prova di Milano; quello che rimane da capire è se queste consentiranno al Sassuolo di alzare in modo costante il livello delle sue prestazioni, o se, invece, hanno portato solo ad uno dei tanti picchi positivi, prima di un prossimo capitombolo. —



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