Cr7 evita 2 anni a Madrid e patteggia con il fisco Da pagare almeno 18 milioni
Madrid. Cristiano Ronaldo mette la parola fine alla prima delle due grane giudiziarie che lo vedono protagonista, vale a dire il contenzioso con il fisco spagnolo relativo alle accuse di evasione legate al periodo in cui militava nel Real Madrid. L’attaccante portoghese della Juventus, in tribunale a Madrid con al fianco la compagna Georgina Rodriguez, ha patteggiato una condanna a 2 anni di carcere (che non sconterà perchè incensurato) e ad una multa di 3,2 milioni di euro. La pena detentiva sarà commutata in un’ulteriore ammenda di 365mila euro. Il tribunale non ha fatto sapere se la somma sarà compresa o aggiunta ai 18,8 milioni che Ronaldo ha accettato di versare al fisco in base all’accordo raggiunto a giugno. La prima apparizione pubblica di Ronaldo a Madrid da quando ha lasciato il Real è durata circa 40’, il tempo necessario ai suoi legali di formalizzare l’accordo con il giudice spagnolo. «Sto benissimo», ha detto il cinque volte vincitore del Pallone d’Oro. In abito scuro e con il viso nascosto dietro gli occhiali da sole, Cr7 si è fermato a firmare autografi prima di lasciare il tribunale tenendosi per mano con Georgina a bordo di un van nero con i vetri oscurati. Il giudice che ha presieduto l’udienza aveva rifiutato la richiesta del giocatore di apparire in videoconferenza o di entrare nell’edificio in auto per evitare i riflettori.
Le grane di Ronaldo con il fisco spagnolo erano iniziate nel giugno 2017 quando le autorità locali hanno aperto una inchiesta a suo danno. «Non ho mai nascosto nulla, né ho avuto l’intenzione di eludere le tasse», aveva detto alla corte Cr7. Secondo i pubblici ministeri l’allora attaccante del Real aveva utilizzato società di comodo nelle Isole Vergini britanniche e in Irlanda, per evitare di pagare l’imposta dovuta in Spagna sui redditi relativi ai diritti di immagine tra il 2011 e il 2014. L’accordo ha permesso a Ronaldo di evitare un lungo processo che avrebbe potuto danneggiare la sua immagine e rischiare una pena più pesante. —
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