Il vero Sassuolo per un’ora: col Genoa è pari in tutto
Nel primo tempo meglio i neroverdi con botta e risposta Djuricic-Sanabria Nella ripresa gara equilibrata, poi il calo e nel finale Consigli evita la beffa
GENOVA All’andata erano stati fuochi d’artificio, col successo del Sassuolo per 5-3 nonostante una doppietta di Piatek. Ieri di spettacolo se n’è visto pochino tra due squadre che si sono spartite tutto: meglio il Sassuolo nel primo tempo, meglio il Genoa nella ripresa. E alla fine un punto a testa che tutto sommato sta bene ad entrambe. In attesa dell’Atalanta (in campo questa sera a Cagliari) il Sassuolo è a 3 punti dalla zona Europa League mentre il Genoa si mantiene a debita distanza (7 lunghezze) dalla zona retrocessione.
SOLO UN’ORA
Un’ora di bel gioco non è bastata al Sassuolo per tornare coi tre punti dal Ferraris. De Zerbi chiedeva la svolta ai suoi ragazzi, passando per una maggiore concretezza sottoporta. L’inizio del match sembrava aver dato ragione alle speranze del tecnico coi neroverdi padroni del campo e a segno con Djuricic poco prima della mezzora. Gara solo apparentemente in discesa perchè la scarsa cattiveria in zona gol di Babacar e le mosse tattiche di Prandelli hanno consentito al Genoa di rientrare pian piano in partita, col pari firmato da Sanabria sul finire del primo tempo. Nella ripresa la situazione si è capovolta: il Genoa ha palesato più brillantezza con il Sassuolo che è andato gradualmente spegnendosi fino a rischiare addirittura la beffa nel finale.
MANCA IL BOA
De Zerbi ha incassato la cessione di Boateng senza far polemica, certamente se n’è andato uno dei pochi, se non l’unico elemento, in grado di spostare gli equilibri in casa neroverde. La società (con coraggio o incoscienza sarà il tempo a dirlo) si è limitata a riportare alla base Scamacca senza ingaggiare un vero sostituto di Boateng. Se sabato scorso contro il Cagliari l’assenza di Kevin Prince non s’era sentita, ieri il Sassuolo in fase conclusa ha palesato limiti importanti. Babacar a tratti è parso un pesce fuor d’acqua, anche l’esperimento di Boga falso nueve non ha funzionato, prima di tornare sull’esterno. Matri è entrato tardi mentre la “scommessa Scamacca”, a quanto pare, non viene considerata ancora pronta. Proprio questi limiti in fase conclusiva, solo in parte mitigati dalla stoccata vincente di Djuricic, hanno frenato il Sassuolo nella prima ora, giocata senz’altro meglio del Genoa.
APPROCCIO OK
Nel 4-3-3 De Zerbi non regala sorprese affidando le chiavi del centrocampo a Sensi con Duncan e Locatelli. Sono proprio loro tre ad emergere nel buon inizio di match del Sassuolo, capace di rendersi pericoloso in un paio di occasioni (con Babacar e Berardi) prima fare centro al 28’ con Djuricic, che si fa trovare al posto giusto dopo uno scambio di prima intenzione sull’asse Duncan-Locatelli. Ma i padroni di casa hanno la forza di rialzare subito la testa, galvanizzati dal cambio di modulo con Kouamè affiancato a Sanabria. E al 41’ è proprio l’erede di Piatek, al termine di una convulsa azione nell’area del Sassuolo, a girare in rete un fortuito suggerimento di Kouamè.
GIALLO FATALE
Il (severo) cartellino giallo a Duncan nel recupero del primo tempo per un contrasto che lascia Criscito a terra è pesante, perché il ghanese salterà la prossima gara contro la Juventus. Un guai che si somma alla ginocchiata che toglie di mezzo Sensi, sostituito da Bourabia. I neroverdi restano in partita nel primo quarto d’ora della ripresa, dove si rendono ancora pericolosi, prima di calare. Berardi e compagni abbassano decisamente il baricentro affidandosi al gioco di rimessa. L’1-1 ormai sembra scritto, anche se all’84’ Consigli evita la beffa salvando il pareggio con una deviazione d’istinto su una girata di Kouamè. —
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