Il ds Rossi: "Il vuoto lasciato da Boateng? Il Sassuolo resta competitivo"
"Per l'Europa è dura, ma ci proviamo. Demiral tutto nostro, la Juve non c'entra. Avremmo voluto anche Facuno Ferreyra, ma..."
SASSUOLO «Perchè il Sassuolo non ha sostituito Boateng?». A rispondere alla domanda più gettonata e a tutti gli altri quesiti legati al mercato di gennaio è il direttore sportivo neroverde Giovanni Rossi.
Scamacca ha potenziale ma al momento resta una scommessa. Dunque fiducia a Babacar e Matri, nonostante abbiano caratteristiche molto differenti da quelle di Boateng...
«Kevin Prince ha coronato un sogno, difficile dire di no al Barcellona e si è deciso di accontentarlo. L’abbiamo sostituito con Scamacca, uno dei giovani italiani più promettenti».
Prima della soluzione Scamacca però avete fatto di tutto per ingaggiare l’argentino Facundo Ferreya.
«Vero, Ferreyra aveva le caratteristiche giuste per noi ma non c’erano le condizioni per portarlo a Sassuolo».
Con la partenza di Boateng cambieranno anche le aspettative del Sassuolo?
«La partenza di Boateng non cambia le nostre aspettative, la società ha resistito a richieste su diversi giocatori con forza e compattezza».
Quindi lei non vede un attacco indebolito.
«In attacco abbiamo elementi in grado di reggere l’urto senza abbassare le aspettative di società e allenatore e credo che il campo, nelle ultime due partite senza Boateng, l’abbia dimostrato. Quali sono gli obiettivi? Esprimere bel gioco e sognare. Il traguardo europeo va programmato, in Italia arrivare nelle prime sei è complicato ma faremo di tutto per riuscirci. Nel tempo ne abbiamo la possibilità, siamo solo all’inizio di un nuovo ciclo: abbiamo un grande allenatore ed elementi di qualità per giocarcela con tutti».
Anche con la Juventus?
«Giocare contro la Juventus è sempre un piacere e uno stimolo. Difficilmente la Juve può sbagliare più partite, la storia recente dice questo, è la squadra più forte del campionato e per uscire bene da questa partita ci vogliono la gara perfetta e un pizzico di fortuna».
Tornando al mercato ultimamente state pescando molto all’estero. È cambiata la filosofia societaria?
«No, siamo stati forse i primi a puntare su una base di italiani, ma ci sono delle difficoltà, soprattutto se si tratta di giovani: se si vuole alzare l'asticella bisogna allargarsi a livello europeo».
Anche nell’acquisto di Demiral c’è lo zampino di mister De Zerbi?
«Al Sassuolo il mercato è condiviso: De Zerbi lo conosceva e ha dato il suo ok».
Dietro questa operazione c’è la Juventus?
«No, è un acquisto solo del Sassuolo. Demiral era uno dei difensori più contesi in Europa, siamo stati bravi a prenderlo e lui ha scelto l'Italia perchè sa che può essere un trampolino di lancio». —
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