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Sensi: «Juventus squadra di campioni, bisogna aggredirla»

Andrea Fratti
Sensi: «Juventus squadra di campioni, bisogna aggredirla»

L’ex bianconero Lirola: «Cristiano Ronaldo è il mio mito Se domenica lo battiamo porto tutta la squadra a cena»

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SASSUOLO Torna Sassuolo-Juventus. Sarà di nuovo Golia contro Davide, sarà la grande realtà calcistica internazionale contro il progetto di belle speranze che nasce in provincia, sarà il duello in campo tra campioni da poster e nuove promesse, che sono cresciute proprio con quei poster appesi nelle camerette.

LIROLA E IL MITO CR7

Pol Lirola, ad esempio, è uno di quelli che guardavano Cristiano Ronaldo in televisione, covando il grande sogno di seguirne le orme e, ora, è impossibile per lui nascondere l'emozione di trovarsi sullo stesso rettangolo di gioco. Sulle pagine di "Tuttosport", il terzino spagnolo si è confessato, in vista del match contro l'idolo bianconero: «Quando Ronaldo è arrivato al Real Madrid, io avevo dodici anni e guardavo i blancos solo per lui. Lui e Messi sono dei fuoriclasse, ma io ho sempre preferito CR7. È sempre stato il mio idolo, tanto che i miei genitori almeno due volte mi hanno regalato la sua maglietta per il compleanno e domenica proverò a chiederla direttamente a lui». Le immagini della gara d’andata sono ancora vivide: «Mi ricordo bene i doppi passi che mi ha fatto! È difficilissimo da marcare, perché ha tutto: dribbling, profondità, colpo di testa, accelerazione…A Torino si è avverato un sogno che avevo fin da bambino e il giorno dopo ancora non mi sembrava vero di aver marcato Cristiano Ronaldo». La Juve, però, non è solo CR7 e le insidie sono moltissime, soprattutto in questo momento: «Conosco il loro ambiente: saranno arrabbiatissimi, ma noi scenderemo in campo con l’idea di giocarcela, perché nessuno è imbattibile. Se dovessimo vincere? Porto fuori a cena tutta la squadra. Il massimo sarebbe servire l’assist della vittoria a Berardi». Se domenica, quindi, si giocherà con il coltello tra i denti, lontano dal campo, Lirola mantiene un ottimo ricordo del mondo bianconero: «Alla Juventus devo tutto, perché mi presero dall’Espanyol che avevo sedici anni e sarò sempre grato al club. Ora, però, è da tre anni che sono qui a Sassuolo e mi trovo a meraviglia. In futuro, chissà, mi piacerebbe arrivare in un top club, mai dire mai…».

SENSI CI CREDE

Rispetto, ma nessun timore: ecco l’atteggiamento che i giocatori del Sassuolo sembrano voler avere domenica e anche Stefano Sensi lo ha confermato: «La Juventus è una squadra formata da grandissimi campioni, ha numeri pazzeschi e sarà davvero difficile, perché potrebbe apparire una sfida persa in partenza; invece la nostra mentalità sarà quella di aggredirli forte, per provare a concedere loro il meno possibile».

Le certezze di Sensi sono cresciute molto durante questa stagione e la filosofia inculcata nel Sassuolo da mister De Zerbi pare avere fatto breccia: «Mi trovo molto bene in mezzo al centrocampo, mi sento a mio agio; è una zona tatticamente particolare, perché bisogna capire prima i movimenti degli avversari e devo stare attento a non perdere palla. Questo per me era un anno fondamentale e ho avuto la fortuna di scoprire mister De Zerbi, grazie a lui e al suo modo di pensare sono riuscito a rendere il più possibile. Il nostro obiettivo? Noi cerchiamo il divertimento, perché, con quello, in campo diventa tutto più semplice». —


 

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