Sassuolo e Juve, un filo diretto e il gran rifiuto di Berardi
Peluso, Matri, Lirola e Rogerio: tante le operazioni di mercato perfezionate dai due club, ma la Vecchia Signora non ha mai sedotto il talento neroverde
L’addio di Marotta non ha indebolito l’asse sempre solido tra bianconeri e neroverdi. La gara di domani al Mapei contro la Signora raccoglie tanti destini incrociati, a partire dal tecnico Max Allegri, la cui carriera spiccò il volo proprio da Sassuolo. Ma nella lunga alleanza tra Juventus e Sassuolo c’è una voce fuori dal coro, quella di Domenico Berardi.
GLI EX.
Ben quattro ex bianconeri potrebbero giocare dall’inizio nelle fila neroverdi. Peluso, che sta riscoprendo una nuova gioventù da centrale, Matri, che punta a scalzare Babacar, gli esterni Lirola e Rogerio, con un passato importante nella cantera bianconera. E poi ci sono i giocatori a metà strada dal punto di vista contrattuale: lo stesso Rogerio, in prestito, e Magnani, alla prima stagione in A: sul centrale reggiano la Juventus potrà esercitare tra una stagione e mezzo un diritto di acquisto. Radiomercato dice anche che nel mirino dei bianconeri sarebbe finito recentemente Locatelli, che con la maglia del Milan nell’ottobre del 2016 segnò la rete decisiva di Milan-Juve. E le indiscrezioni di mercato dicono anche che pure l’ultimo acquisto dei neroverdi, Demiral, sarebbe stato portato a termine con la regia della Juve: circostanza, questa , seccamente smentita dal Sassuolo.
IL RIFIUTO DI BERARDI
In mezzo a tutte queste operazioni che raccontano un’alleanza di mercato stabile e duratura, spicca il caso di Berardi. “Il mio non fu un no alla Juve ma un sì al Sassuolo: avevamo faticato tanto per conquistare l’Europa League, volevo giocarmela con i miei compagni di squadra”. Come noto, il matrimonio tra Berardi e i bianconeri annunciato per anni - da quando, nell’estate 2013, la Juventus ne rilevò metà cartellino - alla fine non s’è fatto. Che piega avrebbe preso la carriera di Berardi se il talento calabrese avesse imboccato in un’altra direzione le sliding doors tinte di bianconero non è dato sapere: certo è che la fedeltà dimostrata al Sassuolo rendono il non ancora venticinquenne una bandiera dai numeri impressionanti.
“Vogliamo che resti con noi” ripetono Squinzi e Carnevali ad ogni sessione di mercato e, nonostante le sirene puntuali, fin qui che Berardi ha sposato in pieno la linea societaria, forte anche di un ambiente che lo coccola e nel quale è cresciuto come uomo e come giocatore. A mettere in crisi la fedeltà di Berardi potrebbe, forse, essere soltanto l’Inter, squadra del cuore di Domenico, che non ha mai nascosto le sue simpatie per i colori nerazzurri. Se ne riparlerà eventualmente a giugno. Intanto l’arrivo di De Zerbi ha, se possibile, rinforzato il peso e il ruolo di Berardi all’interno del progetto tecnico neroverde.
“Se segnasse di più staremmo parlando di un fenomeno”, ha detto in settimana di lui proprio De Zerbi. Effettivamente le 3 reti segnate fin qui in campionato non rendono giustizia al gran rendimento di Berardi in campionato.
Il gol gli manca da metà dicembre e contro la Juve non ha mai segnato: che la gara di domani possa aiutarlo ad abbattere due tabù in un colpo solo? —
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