Sassuolo, Carnevali ne ha per tutti: Juve, Marotta e i tifosi neroverdi
«I bianconeri pensano solo a loro stessi. Beppe è stato il mio maestro ma trattare con lui è impossibile. Il nostro progetto meriterebbe più partecipazione»
SASSUOLO «La Juve in questi anni ha fatto un salto incredibile, meritato. Ma con gli altri club fatica a legare. Peccato».
L’amministratore delegato del Sassuolo Giovanni Carnevali manda qualcosa di più di una frecciatina al club bianconero in una intervista alla Gazzetta dello Sport. «Per carità, è un difetto di tutti, ciascuno pensa per sé e il nostro calcio ha perso troppo tempo: non è cresciuto. Invece io penso che la Juventus potrebbe essere la nostra locomotiva ».
Secondo Carnevali «le seconde squadre possono essere utili, ma non si deve pagare 1,3 milioni a fondo perduto e i giocatori dovrebbero essere interscambiabili con la casa madre. Ma è un esempio. C’è tanto da lavorare - ha concluso - noi abbiamo anche la squadra femminile e ci puntiamo molto. Da noi i conti tornano, malgrado nella divisione dei diritti tv ogni anno ci toccano 15 milioni in meno: abbiamo uno stadio di proprietà e abbiamo appena investito 12 milioni per il nuovo centro sportivo, struttura all’avanguardia. Ciononostante abbiamo chiuso in utile gli ultimi tre esercizi, valorizzando tanti giovani».
Poi una stoccata Carnevali la riserva all’amico fraterno Marotta, passato dalla Juve all’Inter: «Beppe è il mio maestro, un top player. Con lui e Suning l'Inter tornerà a vincere. Ma trattare con Marotta è impossibile, dura smuoverlo quando tutela gli interessi del suo club. In occasione dei no alla Juve per Zaza e Berardi l'ho detto a Paratici, non a lui».
Carnevali ricorda il no a gennaio al Chelsea per Rogerio (di proprietà della Juve, ndr): «Abbiamo dimostrato coerenza, a gennaio non vendiamo. Anzi, magari lo acquistiamo in estate come abbiamo fatto per Lirola». Uno strappo alla regola però c'è stato: «Giusto che Boateng si giocasse la chance Barcellona, un vanto anche per noi: ora in Catalogna sanno dov'è Sassuolo...».
«Un asse con la Juve o con l’Inter? Il Sassuolo semmai è il giardino d’Europa - rivendica con orgoglio Carnevali. Dopo gli affari con il Chelsea (Boga) ora abbiamo stretto un patto con il Barcellona (Marlon) e il nostro vanto sarà quello di pescare i migliori talenti del Continente». —
Nello sfogo del pre-partita di Sassuolo-Juventus, l’amministratore delegato Giovanni Carnevali ha puntato il dito anche contro i tifosi, accusandoli di scarsa partecipazione al progetto neroverde: «Lasciando stare la gara con la Juventus troppo spesso al Mapei Stadium abbondano gli spazi vuoti. Un peccato, perchè il progetto-Sassuolo meriterebbe ben altra partecipazione». Sicuramente la scelta di approdare a Reggio ha rappresentato per la famiglia Squinzi un vantaggioso investimento economico (stadio di proprietà acquistato a prezzi di saldo) ma ha inevitabilmente finito per allontanare il Sassuolo dai propri tifosi. E con quelli reggiani la situazione è sempre molto tesa, visto che il club neroverde viene considerato alla stregua di un ospite indesiderato. A dire il vero la campagna abbonamenti - le tessere sottoscritte sono state 7169 - ha fornito segnali incoraggianti (secondo miglior dato in sei stagioni di A dei neroverdi) tenendo sempre bene a mente che il Sassuolo è espressione di una città di appena 40mila abitanti. Ma Carnevali si aspetta di più: «La famiglia Squinzi vede nel calcio un veicolo di positività - spiega. Valorizzare i giovani puntando sul bel gioco comporta un impegno speciale che dovrebbe suscitare simpatia e passione. Lo dico perché, alla resa dei conti, nella divisione dei diritti televisivi ogni anno ci toccano quindici milioni in meno. Non poco. Nonostante ciò abbiamo uno stadio di proprietà oltre ad aver appena investito dodici milioni per il nuovo centro sportivo a Cà Marta, una struttura all’avanguardia». —
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