Zaniolo superstar Il mondo ai piedi del baby fenomeno
Dalla Uefa al presidente del Coni: tutti definiscono il trequartista come un vero predestinato Per il numero uno della Roma è un ragazzo equilibrato e umile
ROMA. «Ecco chi è il bambino prodigio che dopo la notte di Roma-Porto ha il mondo ai suoi piedi». C’è un po’ di enfasi, ma sicuramente tanta sorpresa anche nelle parole dell’Uefa alla «scoperta» di Nicolò Zaniolo, il 19enne centrocampista della Roma mercoledì autore di una doppietta.
I primi gol in Champions del giovane talento del calcio italiano lo avevano già incoronato, secondo il sito della confederazione europea, come «l’eroe di Roma».
Ieri il sito dell’Uefa che ha «incontrato» Zaniolo, dandogli del predestinato. Le parole di Mancini che lo ha convocato, quelle di Vecchi che lo ha allenato all’Inter, e le frasi dello stesso giocatore. «Il mio idolo è Kakà, voglio diventare come lui».
Anche il presidente della Roma James Pallotta ieri ha avuto parole al miele per il suo baby fenomeno: «Zaniolo e Pellegrini sono ragazzi intelligenti, maturi ed equilibrati molto di più di quanto si immagini - ha detto il dirigente statunitense - Credo siano calciatori con la stoffa per diventare i futuri leader della Roma. Con il Porto abbiamo giocato un’ottima partita, peccato per gol subito. Non dimentichiamoci che i nostri avversari venivano da una striscia di 26 risultati positivi e non perdevano da ottobre».
Al coro di complimenti si è unito il presidente del Con, Giovanni Malagò: «Di Zaniolo ne ho parlato molto bene ben prima della partita di mercoledì, è fondamentale che il ragazzo mantenga quell’umiltà che sta già dimostrando perché nello sport e nel calcio in particolare il rischio di eccessivi complimenti può alterare un percorso di crescita che sembra scritto. Ma non è il suo caso perché è un ragazzo serio e umile. A prescindere da simpatie di parte - ha detto Malagò - sono molto felice che la Roma ieri, anche per una serie di infortuni concomitanti di altri giocatori, abbia schierato sette italiani in un ottavo di finale di Champions. Era dal 2013 con la Juventus che non accadeva. Ho visto la partita accanto a Mancini, è una bella cosa». Insomma, l’Europa intera è ai piedi di quello che a tutti gli effetti sembra un predestinato. —
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