Pari e nervi tesi: il Sassuolo non va. E l’Europa scappa
Il deludente 1-1 con la Spal fa perdere le staffe ai neroverdi: espulso Duncan, De Zerbi rabbioso e a fine partita capitan Magnanelli battibecca con un tifoso
SASSUOLO Finisce con Magnanelli a battibeccare sotto la curva con un ragazzo un po’ sopra le righe nello sfogare la propria delusione. Un episodio isolato, visto che il resto dei tifosi hanno mandato giù il boccone amaro senza contestare, ma delusi da aspettative non rispecchiate dai risultati sul campo. Nelle partite con le pericolanti Empoli e Spal, che dovevano essere quelle della svolta, il Sassuolo ha raccolto la miseria di un punto che potrebbe allontanarlo, forse irrimediabilmente, dalla zona Europa. Un obiettivo difficile, ma per ambire al quale questa squadra è stata costruita, accontentando in toto le richieste di De Zerbi. Dopo un inizio di campionato entusiasmante, il Sassuolo è però diventato preda di indecifrabili alti e bassi: capire i motivi dell’involuzione e dello stato confusionale nel quale sono piombati giocatori e allenatore non è facile. Attribuire tutto alla cessione di Boateng (comunque non sostituito, errore di mercato gravissimo) sarebbe troppo semplicistico. Ieri il ghanese, da gennaio in prestito Barcellona, era al Mapei e non deve essersi divertito granchè nel vedere i suoi ex compagni così in difficoltà sul piano del gioco soprattutto nel secondo tempo. De Zerbi, dopo la disfatta di Empoli, ha voluto dare un segnale forte alla squadra operando una rivoluzione, negli uomini (per sei undicesimi) e nel modulo. Con pochi risultati, solo in parte mitigati dalla rete - episodica - di Peluso sul finire di un primo tempo giocato discretamente. Il suo 3-4-2-1 ha funzionato a singhiozzo soprattutto per colpa dei due impalpabili esterni Rogerio e Adjapong. Nella ripresa, appena prima del pari spallino, De Zerbi è passato al 3-5-2 per poi finire la partita col 3-4-3. Alchimie tattiche che non sono servite a sbloccare un Sassuolo mai pericoloso su azione (il gol è arrivato da una palla inattiva), lento e prevedibile. A conti fatti il punto non è neanche da disprezzare, visto che la Spal ha colpito pure un palo. Adesso arrivano in successione le sfide con Milan e Napoli: o questa squadra ha un’impennata d’orgoglio e nel rendimento o si dovrà rassegnare ad un finale di campionato confinato nel limbo dell’anonimato. Proprio quello che la società voleva evitare con l’ingaggio di De Zerbi.
RIVOLUZIONE
Non saranno volate sedie negli spogliatoi ma l’umiliante batosta di Empoli lascia il segno eccome nelle scelte di De Zerbi che di fatto cambia sei uomini nell’undici di partenza, rivoluzionando la squadra a partire dal modulo, varando il 3-4-2-1. In difesa debutto assoluto del turco Demiral e ripescaggio dalla naftalina di Ferrari; a metà campo si rivedono Adjapong e Magnanelli, davanti Boga e Djuricic (chiamato a sostituire lo squalificato Berardi) alle spalle di Matri. La Spal - priva del suo uomo migliore Lazzari - si affida al grande ex Missiroli in regia e, a sorpresa, in attacco affianca l’altro ex neroverde Floccari a Petagna. Altra novità tra i pali dove Gomis torna titolare.
Primo tempo sonnacchioso, dopo mezzora il primo tiro (fuori) dei neroverdi con Boga, seguito un paio di minuti dopo la rete annullata a Demiral per un mani del turco. Proprio a ridosso dell’intervallo la scossa da palla inattiva: punizione di Sensi e girata di sinistro vincente di Peluso.
CONFUSIONE
Nella ripresa, dopo un quarto d’ora di nulla, Duncan entra per Djuricic e il Sassuolo passa al 3-5-2. Ma al minuto 64 la Spal trova l’episodio del pareggio: Floccari frana a terra chiedendo il rigore per una spintarella di Magnanelli, l’arbitro lascia correre poi un minuto dopo va al Var e concede il rigore che Petagna trasforma. Dal fallo sono passati 4 minuti. Sassuolo frastornato, la Spal inizia a credere nell’impresa al 73’ Felipe centra il palo di testa. De Zerbi cambia ancora: fa debuttare il danese Odgaard per l’inesistente Matri, poi nel finale getta nella mischia anche Di Francesco varando un improduttivo 3-4-3.
NERVI TESI
Entrato al 62’ accompagnato da un nervosismo esagerato, Duncan prima riesce a farsi ammonire e nel recupero espellere con un rosso diretto per un fallaccio su Missiroli. De Zerbi - irritato dall’arbitraggio di un Maresca forse condizionato dalle polemiche post Spal-Fiorentina - litiga con la panchina spallina. A fine partita Magnanelli si avvicina alla curva e battibecca con un tifoso prima di essere portato via da Adjapong e Ferrari. Brutta scena, termometro di una rabbia da far sbollire in fretta. —
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