Il Modena accelera e cambia marcia con Gozzi nel motore
Dopo un girone da panchinaro di lusso diventa una colonna. Con lui in campo 11 vittorie, 3 pareggi e solo 6 gol subiti
MODENA Un leader ritrovato nel momento di maggiore necessità: Simone Gozzi è il pilastro del Modena lanciato all’inseguimento della capolista Pergolettese, un giocatore colpevolmente tenuto in naftalina durante la gestione Apolloni che ora può fare ciò che tutti da lui si aspettavano, la differenza. Da quando Alberto Bollini siede sulla panchina gialloblù, il centrale di Campagnola si è caricato la squadra sulle spalle ed è entrato in pianta stabile nell’undici titolare, saltando solo la trasferta di Ciliverghe per una contrattura muscolare. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, certificati dai numeri e da un gesto passato sotto traccia nella domenica di festa appena vissuta dal Modena: gli applausi a scena aperta che il pubblico del Braglia ha potuto riservare al vicecapitano canarino al 93° minuto della gara con il Fanfulla, quando Bollini lo ha richiamato in panchina per concedergli la standing ovation che solitamente si riserva ai bomber e alle bandiere.
RITORNO AL PASSATO
Gozzi ha aspettato in silenzio il suo momento, troppo legato ai colori del Modena per poter solo pensare di puntare i piedi nella stagione della rinascita del club dopo l’umiliazione del fallimento. In gialloblù era tornato proprio per dare il suo contributo a riportare i canarini tra i professionisti, dopo che uno scherzo del destino – l’addio immediato di Cacioli per andare a Bari – aveva aperto all’improvviso le porte alla sua terza esperienza all’ombra della Ghirlandina. Con un senso di responsabilità ancor più marcato, avendo vissuto da capitano la retrocessione dalla serie B alla C che anticipava quanto di ancor più grave avrebbe pagato sulla sua pelle il Modena Football Club. «Non volevo che l’ultimo ricordo di Gozzi a Modena fosse quello», raccontava in estate, riferendosi ovviamente all’assurda espulsione che dopo appena 50 secondi lo tolse dalla gara della vita giocata dai gialli a Novara il 21 maggio 2016, per colpa di quell’arbitro Abisso di Palermo ora balzato agli onori delle cronache per un altro errore macroscopico in Fiorentina-Inter.
MURO DIFENSIVO
Il Gozzi-ter era iniziato con queste premesse, prima che cominciasse un’altra storia fatta di panchine, subentri nei finali di gara anche per fare il mediano (!) e un infortunio muscolare accusato prima del derby con la Reggiana proprio quando Apolloni si era deciso a rilanciarlo. Tenere in panchina Gozzi non solo in quanto tale, ma per essere un difensore di 32 anni che fino all’anno scorso giocava in serie B, è stato un lusso che il Modena si è potuto permettere finché tutto (o quasi) è andato bene a livello di risultati. Perché con Gozzi in campo è un’altra musica e Bollini lo sa bene: sei delle nove gare giocate da titolare dal numero 13 gialloblù sono arrivate con il nuovo tecnico e in quattro di queste il Modena ha chiuso senza gol al passivo. In totale sono 14 le presenze di Gozzi in questa stagione (903 minuti), il difensore si avvicina alle 300 assolute in gialloblù ma ciò che adesso conta sono i risultati: 11 vittorie, 3 pareggi e solo 6 reti incassate con lui in campo. La differenza c’è e si sente. —
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