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Locatelli: «Il Milan, quel gol alla Juve e ora la rinascita»

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Locatelli: «Il Milan, quel gol alla Juve e ora la rinascita»

L’ex rossonero sabato torna per la prima volta a San Siro da avversario: «Il Sassuolo mi ha fatto sentire importante,  il neroverde era nel mio destino»

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Manuel Locatelli, centrocampista neroverde, sabato sarà per la prima volta da ex a San Siro contro il Milan, la squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta. Locatelli ha parlato al magazine Tv della Lega Calcio ‘Inside Serie A’, ripreso dalla trasmissione Nero&Verde. Ecco le parole dell’ex enfant prodige rossonero: «Il primo gol in serie A a San Siro, a coronamento di una grande rimonta, è stato veramente fantastico. Sì, l’ho fatto proprio al Sassuolo e probabilmente era destino che venissi qua. A proposito, ho scelto la maglia numero 73 e il primo gol in A l’ho segnato proprio al 73’: se questo non è destino…».

Locatelli parla dei suoi esordi e degli alti e bassi della sua, ancora giovane, carriera: «Ho vissuto un boom nel quale prima sembravo il nuovo Messi, segnando gol, avendo titoli sui giornali e servizi in televisione. E poi le critiche, tantissime critiche quando le cose non sono andate per il meglio. Mi hanno fatto male, ammetto di aver sofferto: ho vissuto momenti difficili da cui sono uscito grazie all’aiuto della mia famiglia e della mia ragazza, ma poi sono riuscito a superarlo. Cercavo un progetto che mi facesse sentire importante, il Sassuolo me lo ha offerto e sono venuto molto volentieri».

Il paragone con Pirlo? «Non ho caratteristiche vicine alle sue, lui è stato un giocatore fuori dal comune, aveva sempre un senso di sicurezza interiore che sapeva trasmettere agli altri in ogni partita, fosse la finale del campionato del mondo o qualsiasi gara meno importante. Il suo modo di essere mi piace». Infine qualche ricordo, tra cui il celeberrimo gol segnato alla Juventus: «Quando mi è capitato di giocare partite importanti dal tragitto dal pullman al campo penso a quando mi divertivo, a quando giocavo nel giardino di casa e questo mi tranquillizzo. Ricordo anche che mio papà mi faceva calciare di sinistro e mi ha insegnato la grinta e ad essere più cattivo in campo. Quando penso al gol alla Juve, davanti a settantamila persone, vincere 1-0 e segnare a Buffon… mi vengono ancora i brividi. E’ stato un gol bellissimo e si può dire che mi ha marcato per la vita, ancora oggi tutti, dovunque mi trovi, mi chiedono di questa rete». —

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