L’Inter cade a Cagliari, terzo posto a rischio
Non basta una rete di Lautaro Martinez. E Marotta è laconico sul caso Icardi: «Nulla da ricucire, non c’è una rottura»
cagliari. L’Inter cade a Cagliari e rischia di perdere il terzo posto in classifica, che il Milan potrebbe conquistare oggi battendo il Sassuolo. Senza contare che la Roma potrebbe agganciare la squadra di Spalletti vincendo il derby.
I nerazzurri sembrano sorpresi dall’avvio dei padroni di casa che, dopo aver mancato una rete con Pavoletti, vanno in vantaggio poco dopo la mezz’ora, quando Ceppitelli svetta su una punizione di Cigarini e batte Handanovic. Subito dopo i sardi potrebbero raddoppiare con Faragò, ma è invece l’Inter a trovare il pari al 38’. Merito di Lautaro Martinez, che di testa infila Cragno sul primo palo.
I fuochi d’artificio non sono finiti, perché - dopo un’autorete rischiata dal cagliaritano Pisacane - è Pavoletti al 43’ a riportare in vantaggio il Cagliari. Perfetta la girata al volo del centravanti su cross di Srna.
Nella ripresa l’Inter preme sull’acceleratore e al 10’ ha una grande occasione per pareggiare. Politano batte in area a colpo sicuro, Cragno è miracoloso e sul tap in di D’Ambrosio Pellegrini s’immola. L’azione prosegue e Cragno dice no anche a Lautaro. Dopo una parte centrale più equilibrata, nel finale l’Inter prova ancora a rimettere in piedi il match. Al 33’ Lautaro di testa sfiora il palo, mentre cinque minuti dopo Borja Valero spara fuori da buona posizione. Al 40’ sembra fatta per i nerazzurri, ma la girata di Lautaro, innescato da Nainngolan, si stampa sul palo. E allora ecco che si va dall’altra parte, con il Cagliari che al 45’ ottiene un rigore per fallo di Skriniar su Despodov. Dal dischetto però Pavoletti manda la palla in curva. Per l’Inter comunque cambia poco, i sei minuti di recupero non bastano a trovare il pari.
Sul fronte Icardi, arrivano poi le parole dell’ad Beppe Marotta: «Sono dinamiche interne e le gestiamo direttamente con l'interessato, lo faremo al più presto e lo abbiamo fatto in questi giorni. Mi pare che non ci sia molto da ricucire, non essendo arrivati a una rottura. Questa non è una rottura, assolutamente». Sarà. —
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