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Sassuolo ruggisce ma non morde: i tre punti al Milan

Stefano Aravecchia
Sassuolo ruggisce ma non morde: i tre punti al Milan

I neroverdi pagano l’assenza di un vero centravanti Decide l’ autogol di Lirola. Palo di Boga, espulso Consigli

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dall'inviato

Stefano Aravecchia

MILANO. Un autogol e una sciocchezza di Consigli sono costati al Sassuolo un’immeritatissima sconfitta a San Siro. Subito un dato buttato lì per capire che partita è stata: il portiere neroverde espulso al 64’ senza aver fatto una sola parata, il primo (e unico) intervento degno di tal nome tocca infatti a Pegolo al minuto 76. Ma di motivi per recriminare il Sassuolo ne ha anche tanti altri: dalla carambola di Lirola che origina l’autogol decisivo, al palo di Boga sul finire del primo tempo fino al rosso a Consigli a metà ripresa. Ma alla fine, nel calcio, quel che conta è il risultato e ad intascare i tre punti è il Milan, che col minimo si porta a casa il massimo. I rossoneri piazzano il sorpasso in classifica ai cugini dell’Inter grazie ad un successo maturato nonostante una gara dominata dal Sassuolo sotto il profilo del gioco e delle occasioni. Il Milan, apparso stanco e rinunciatario, ha difeso con le unghie l’autorete di Lirola arrivata poco dopo la mezzora sugli sviluppi di un angolo. Un episodio che il Sassuolo ha pagato a caro, carissimo prezzo: sia nel primo che nel secondo tempo i neroverdi hanno infatti esercitato una pressione che ha messo in costante affanno il Milan, troppo votato alla fase difensiva e in sofferenza anche con i neroverdi in inferiorità numerica.

SHOW

“De Zerbi l'anno scorso mi ha fatto la riga, ho fatto un solo punto contro di lui”. Già alla vigilia Gattuso sapeva che contro il Sassuolo avrebbe rischiato, ma probabilmente non immaginava così tanto. De Zerbi coi suoi neroverdi ha fatto un figurone davanti ai 62mila di San Siro, giocando un gran match ma pagando dazio alla sfortuna e soprattutto all’assenza di un centravanti di peso. Djuricic nei panni di falso nueve se l’è cavata meglio di Babacar e Matri ma non è un bomber che sente la porta. E l’assenza di un terminale offensivo ha reso vana la grandissima prestazione di Boga e del vivace Berardi. Nel complesso il 4-3-3 disegnato da De Zerbi per l’occasione ha messo in crisi un Milan poco lucido e passivo. Anche la difesa ha tenuto bene, con un Demiral sopra le righe capace di annullare Piatek.

EPISODI CHIAVE

Due gli episodi intorno ai quali è girata la partita: l’autorete di Lirola al 35’ nel tentativo di anticipare Musacchio su angolo di Suso e l’espulsione di Consigli che al 64’ sbaglia il tempo dell’uscita sul lancio di Kessie e atterra Piatek fuori area, beccandosi il cartellino rosso che la Var conferma a distanza di tre minuti. Restano comunque dubbi perché quando il portiere tocca la spalla dell’attaccante rossonero sul pallone c’è già Demiral.

AMAREZZA E ORGOGLIO

Anche in dieci contro undici il Sassuolo non s’è perso d’animo, ha continuato a tenere alle corde il Milan, senza mai buttare via la palla e cercando sempre di giocare. Ma il gol è rimasto una chimera fino al 95’. Il fischio finale di Valeri è stato accolto con una liberazione dai 62mila di San Siro, felici più per l’importanza dei tre punti che per la prestazione del Milan. Gattuso deve ringraziare Donnarumma, bravo ad arrivare con la punta delle dita a deviare un tocco ravvicinato di Djuricic al 21’, una discreta dose di buona sorte e l’assenza - tra gli avversari - di un vero attaccante. Per De Zerbi invece è un boccone duro da digerire. Al tecnico resta l’orgoglio per una prestazione di alto livello, rovinata da un gol stupido, ma anche la sensazione di non essere ancora riuscito a dare un equilibrio a un Sassuolo vittima di troppi alti e bassi. La squadra vista ieri uscire a testa alta di San Siro, sia come gioco che come atteggiamento, non è la stessa maltrattata dall’Empoli e fischiata con la Spal. —




 

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