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frecce avvelenate 

Una lunga serie di “sviste” iniziate col rosso a Mokulu fino al gol negato ad Arrighini

F.G.
Una lunga serie di “sviste” iniziate col rosso a Mokulu fino al gol negato ad Arrighini

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Gli errori della terna arbitrale che hanno deciso la gara tra Carpi e Ascoli non sono una novità in questo tribolato campionato biancorosso. Quelli di sabato scorso si aggiungono infatti ad una lunga lista che da tempo sta condizionando la stagione di Poli e compagni ben oltre i propri demeriti. A partire dall’espulsione di Mokulu contro il Crotone, passando per le due giornate di squalifica rifilate a Colombi contro il Lecce a partita già conclusa, e ancora alla rete di Galabinov a La Spezia con Concas a terra, al rigore concesso al Venezia per un presunto fallo di mano di Jelenic, fino alla contestatissima conduzione di gara vista contro il Perugia. In quell’occasione, Maggioni di Lecco sorvolò su due falli netti da rigore su Pasciuti e Mustacchio, causando lo sfogo del patron Stefano Bonacini, per la prima volta ai microfoni dei giornalisti nel dopo partita. Chi sperava che la lista fosse ormai conclusa ha dovuto masticare amaro dopo sole due settimane, questa volta a causa delle decisioni di Rapuano di Rimini nella sfida interna contro l’Ascoli. La giacchetta nera, mal coadiuvata dall’assistente di gara Opromolla, ha infatti annullato per un inesistente fuorigioco il gol di Arrighini che al 79’ avrebbe permesso al Carpi di portarsi in vantaggio nella delicatissima sfida salvezza. Un erroraccio macroscopico, che ha finito per mandare nel dimenticatoio l’altro gol annullato allo stesso attaccante biancorosso, questa volta dopo pochi minuti dal fischio iniziale per un contatto veniale su Laverone. Frecce avvelenate che potrebbero abbattere un elefante, figuriamoci una squadra fragile come il Carpi, per la quale ogni punto – ed ogni rete – diventa una questione di vita o di morte. —

F.G.

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