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Velasco: «Si può perdere, ma non così. La squadra era bloccata dalla paura»

Francesco Cottafava
Velasco: «Si può perdere, ma non così. La squadra era bloccata dalla paura»

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Quindici minuti di conferenza stampa, quindici minuti in cui Julio Velasco ha raccontato tutto il suo dolore per una sconfitta sconcertante.

A fine gara sei andato a dare il cinque a tutti .

«Sono andato perché era giusto che gli stessi vicino, erano in difficoltà. Però io sono arrabbiato perché si può giocare male ma non con la paura. Che abbiamo dei problemi nel gioco è chiaro, ma volevo vedere aggressività quando le cose andavano male. Eravamo bloccati. Non perché non volevamo, ma perché proprio non riuscivamo. Il problema è come abbiamo perso».

Cosa bisogna fare?

«Appellarsi all'orgoglio di questi ragazzi. Non voglio che si ripeta una partita così. Voglio vedere una reazione, voglio vedere la mia squadra che lotta come un leone. Alla nostra gente dobbiamo almeno una squadra che lascia tutto quello che ha in campo. L'impegno da parte dei nostri ragazzi c'è stato, ma abbiamo avuto un blocco psicologico che non ci ha permesso di far vedere le cose buone che facciamo in allenamento».

Hai pensato di inserire prima Lusetti?

«Il mio obiettivo è che Keemink guadagni fiducia, per cui gli devo dare io in primis fiducia. Se lo tolgo per un “ragazzino” do un messaggio sbagliato. L'assenza di Christenson pesa, ma non è solo colpa di Keemink...».

Cosa può dare l'arrivo di Tillie?

«Tillie è un giocatore tecnico, ci darà una mano. Però noi dobbiamo essere delle belve. Voglio vedere la schiuma alla bocca. Io sopporto tante cose, eccetto il giocare senza aggressività. Devo appellarmi a tutto il mio spirito docente per non sbroccare».

Si può insegnare a giocare con aggressività?

«Non è insegnare, devo far sì che venga fuori quello che la squadra ha dentro. Sono sicuro che dentro hanno qualcosa questi ragazzi, vedrò se li posso aiutare. Non si può perdere così e non tirare fuori niente. Io non sopporto me stesso in questo momento, abbiamo perso tutti. La colpa di questa sconfitta è solo nostra».

C'è un giocatore che può aiutarti in questo?

«Credo che dobbiamo rispondere da squadra. Ci sono giocatori con più temperamento di altri, ma dobbiamo rispondere tutti. Quello che mi fa più male è vedere che il nostro pubblico continua a riempire il palazzetto. La società e gli sponsor fanno un lavoro straordinario. Giocare a Modena è difficile, c'è pressione, ma il Pala Panini non può fare più di così, ha cantato tutta la partita». —

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