Pegolo: «Sassuolo, è un anno di rodaggio ma serve una svolta»
Contro il Napoli il 37enne sostituirà lo squalificato Consigli: «Cerchiamo una prestazione importante con dei punti»
SASSUOLO. Il rosso rimediato da Andrea Consigli a San Siro ha catapultato Gianluca Pegolo in campo davanti a 62mila spettatori e gli ha regalato il match di domenica contro il Napoli, non certo una cosetta da poco. Non è la prima volta che succede, c'è un precedente identico del 25 ottobre 2015, in quel caso il match finì 2-1 per i rossoneri, tre giorni dopo al Mapei arrivò la Juventus e il Sassuolo conquistò la sua storica vittoria contro i bianconeri, tra i pali c’era proprio lui: «Se si ripetesse una cosa del genere sarebbe fantastico - racconta Pegolo - è una coincidenza, arriva un'altra big. Non la vedo come un'occasione per me stesso, ma come un’occasione per dare una mano alla squadra. E' un periodo in cui giochiamo bene ma raccogliamo poco. Spesso le partite vengono risolte da un episodio, uno positivo può cambiare l'inerzia della gara. A livello di concentrazione, togliendo qualche passo falso tipo Empoli, ci siamo sempre stati, abbiamo anche creato situazioni per vincere, ma il risultato manca, dobbiamo dare la svolta e fare punti».
L'avversario non è esattamente uno dei più morbidi: «Il Napoli giocherà in Europa League, speriamo di trovarlo un po’ più stanco, ma è una squadra con una qualità altissima e difficilmente sbaglia le partite, dovremo essere concentrati come a Milano e fare una gara importante».
Il Sassuolo rende con le big, poi crolla contro le cosiddette piccole: «Contro le squadre più grosse, dai inconsciamente qualcosa in più - spiega Pegolo - ma le battute d'arresto tipo Empoli rimangono inspiegabili, perchè entri in campo con tutte le condizioni per fare bene e poi ti ritrovi in balia degli eventi, può capitare».
Certi passi falsi hanno relegato il Sassuolo in una sorta di limbo, per la salvezza manca solo la matematica, l'Europa è ormai un’utopia: «L'obiettivo è prendere partita per partita, penso che questa sia un’annata dove abbiamo cambiato molto a livello di gioco, ci stiamo adattando, e credo che giochiamo bene. Potevamo avere qualche punto in più ma non è un campionato facile, alla fine tireremo le somme per poi partire con nuovi obiettivi. Questo è un anno di rodaggio, la rosa è fatta di ragazzi giovani e di qualità, non voglio sbilanciarmi ma credo che questo gruppo possa fare grandi cose».
Il ruolo di secondo portiere non sembra pesare: «Dopo l’infortunio mi sono trovato a cambiare ruolo, ma credo di aver sempre messo nella quotidianità la voglia di fare bene. Se ho mai pensato di andare via? L'anno dopo l'infortunio forse sì, è normale voler giocare di più, ma ho fatto le mie valutazioni personali, sono sei anni che sono qui e ho trovato una famiglia».
Classe 1981, Pegolo è il “senatore” nel team dei portieri, basti pensare che Satalino è un '99 («Giacomo è un bravissimo portiere e un bravo ragazzo, credo che avrà la possibilità di dimostrare le sue doti»), e che il preparatore dei portieri Francesco Farioli è un '89 («E' bravo e si è posto in modo fantastico, non era facile, visto che è più giovane rispetto a me e Andrea»). —
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